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Foto di Salvatore Barbarossa

Foto di Salvatore Barbarossa

Ocean Pearl, quando uno yacht nasce come multiproprietà

La luxury boat costruita a Sarzana assieme ad altre due gemelle, agli ormeggi sul lungomare di Brindisi

BRINDISI – È alla banchina Centrale del porto di Brindisi dalla tarda serata di giovedì scorso, lo yacht Ocean Pearl, primo di una serie di tre barche progettate dal famoso architetto navale britannico Norman Foster, e costruite dal cantiere navale Rodriguez di Sarzana (La Spezia) con una missione: estendere la formula della multiproprietà nel mondo delle luxury boat. Varata nel 2010, e seguita dalle gemelle Ocean Emerald e Ocean Sapphire, in realtà solo la Ocean Pearl è rimasta fedele a questa formula mentre negli anni le altre due sono divenute proprietà di singoli armatori.

In sostanza, invece di sborsare 14 milioni di euro dell’epoca, otto facoltosi personaggi si sono divisi la barca in periodi di vacanza di 30 giorni a testa per la modica quota una tantum di poco meno di 2 milioni di euro a cranio, e garantendo ciascuno il versamento annuale di 120mila euro per le spese di equipaggio, manutenzione eccetera di cui necessita la Ocean Pearl.

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Esclusi questi 240 giorni, per il restante periodo dell’anno, fu stabilito, la barca sarebbe stata spostata sul mercato del charter e affittata per non meno di 135mila euro la settimana. Inoltre, dopo i primi otto anni, gli altrettanti armatori delle tre barche della flotta della costituita società Yacht Plus, avrebbero potuto decidere se rinnovare il contratto di multiproprietà o vendere la barca.

Nel frattempo, tutta la logistica, l’amministrazione, la difficile gestione della multiproprietà e la charterizzazione delle barche fu assunta dalla società svizzera – ma fondata da italiani – Floating Life, che in tempi più recenti sta estendendo per proprio conto la costruzione di altri yacht presso cantieri italiani in Adriatico e Tirreno, con una formula di multiproprietà meno complicata, che offre la possibilità ai diversi armatori se dividersi la barca in tempi di vacanza, o per parti.

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Infatti la formula originaria applicata ad esempio alla Ocean Pearl prevedeva anche la customizzazione dello yacht a seconda dei turni di vacanza degli otto armatori, vale a dire modifica di parte degli arredi eccetera. Insomma, un problema non da poco. Incluse nel contratto di multiproprietà, le operazioni di trasferimento (anche in elicottero o jet privati) degli armatori alla e dalla barca.

Infine, i numeri: sette persone di equipaggio, sei cabine per 12 ospiti al massimo, 42 metri di lunghezza fuori tutto per 8,40 metri di larghezza e 235 tonnellate di stazza. Bandiera, quella dell’Isola di Man. Lo yacht Ocean Pearl è giunta a Brindisi dalla costiera sorrentina. Dove andrà poi, e con chi a bordo, non è dato saperlo.

    

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