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A Cellino inaugurato il centro giovanile parrocchiale “Maria Luigia Orofalo”

La realizzazione del centro, fortemente voluto dal parroco Luca D’Agnano, è frutto di mesi e mesi di lavoro ed è stata resa possibile grazie a contributi di volontari

CELLINO SAN MARCO – Inaugurato a Cellino San Marco il centro giovanile parrocchiale “Maria Luigia Orofalo”, dedicato alla responsabile dell’Azione cattolica del paese, che amava tanto i giovani e che l’8 dicembre di 20 anni fa morì tragicamente in un incidente stradale mentre ritirava le tessere dell’Azione cattolica. La cerimonia di inaugurazione si è svolta ieri, sabato 8 dicembre, alla presenza del vescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni, monsignor Domenico Caliandro, del parroco don Luca D’agnano, del sindaco Salvatore De Luca, delle autorità locali, dell’ex parroco di Cellino don Mimmo Macilletti, oltre a un centinaio di concittadini, per la maggior parte giovani, e membri dell’Azione cattolica.

Inaugurazione entro aggregazione giovanile cellino san marco-2

La realizzazione del centro, fortemente voluto dal parroco Luca D’Agnano, è frutto di mesi e mesi di lavoro ed è stata resa possibile grazie a contributi di volontari: la sede è in via Roma, nelle ex sale parrocchiali.

“Il nuovo complesso Parrocchiale nasce per soddisfare la necessità della comunità di avere un punto di riferimento e di aggregazione sul territorio per le famiglie e i giovani”. Si legge nella nota di presentazione della cerimonia di inaugurazione.

Inaugurazione entro aggregazione giovanile cellino san marco4-2

“Il complesso, infatti, è dedicato allo svolgimento di tutta una serie di attività socio-culturali e parrocchiali quali ad esempio: incontri con giovani, attività musicali e ricreative e laboratori artistici. Nel centro parrocchiale ci sono “i muri”, belli e confortevoli ma le “fondamenta” saranno le relazioni umane”.

“Questo centro, anche se piccolo, - promette don Luca - diventerà una casa accogliente dove sperimentare il gioco e attività di formazione, costruire relazioni e imparare a fare gruppo attraverso il lavoro degli educatori. Un luogo in cui proporre una cultura alternativa e modelli fondati sul rispetto, sulla legalità e sull’integrazione che sappia far crescere e volare alto i ragazzi”.

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