Abbattuto l'ulivo infetto protetto dal senatore pentastellato

Chiusa la vicenda dell'albero malato di Xylella eletto a "residenza parlamentare", dopo esposto al ministero e alla procura

Nella foto, il senatore Campolillo e l'ulivo abbattuto lunedì sera

CISTERNINO - E’ finito ieri sera alle 19 sotto l’azione delle motoseghe il discusso tentativo del senatore barese Alfonso Ciampolillo, detto Lello, del Movimento 5 Stelle, di impedire l’abbattimento di un albero di ulivo affetto da Xylella fastidiosa, in contrada Termetrio agro di Cisternino. Il parlamentare aveva fatto ricorso ad una soluzione inconsueta per evitare il taglio della pianta malata, sollevando un vespaio di polemiche mentre la malattia ha ormai raggiunto il confine tra la provincia di Brindisi e il Sud Barese proprio a causa dei ritardi nella eliminazione degli ulivi infetti (nella foto sotto tratta da PugliaReport, uno dei momenti di opposizione del senatore all'abbattimento).

La residenza parlamentare di Ciampolillo-2

In sostanza, Ciampolillo aveva ottenuto dai proprietari dell’uliveto il comodato d’uso dell’appezzamento, eleggendolo poi a residenza parlamentare. La risposta dell’Osservatorio fitosanitario regionale era stata quella di inviare al Ministero delle politiche agricole e alla Procura della Repubblica di Brindisi gli atti della vicenda, individuando nel senatore M5S e nei proprietari dell’uliveto i responsabili dell’eventuale espansione del contagio. La storia era durata anche troppo. Ieri alle 19 l’albero è stato abbattuto.

Soddisfatta la Confederazione italiana agricoltori. In un comunicato, Cia Puglia, ringrazia chi è riuscito a superare la “barriera” frapposta dal senatore Ciampolillo alla “eradicazione, prevista dalle procedure e della norme in materia, perché la pianta godeva di una sorta di immunità parlamentare. Finalmente si attua, anche per l’albero di Cisternino, quanto previsto dalla scienza e dalle norme e quanto rivendicato nella manifestazione unitaria del 13 gennaio svolta a Monopoli (vedi foto sotto), alla quale la Cia – Agricoltori Italiani di Puglia ha aderito sin da subito convintamente” dichiara Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale.

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“Ringraziamo la Regione Puglia e l’Arif per aver finalmente eradicato una pericolosa fonte di inoculo della Xylella, e ringraziamo anche la questura di Brindisi – dice il comunicato della Cia - per aver disposto un dispositivo interforze che ha permesso la eradicazione garantendo l’ordine pubblico e la sicurezza degli operatori che hanno proceduto alla eradicazione, dispiegando sul posto numerose forze dell’ordine alle quali va il nostro più caloroso ringraziamento”.

La Cia ricorda che “il 29 dicembre scorso avevamo chiesto con forza alle autorità territoriali competenti in materia di ordine e sicurezza pubblica e alla stessa Autorità Giudiziaria di non perdere altro tempo e di attuare un atto di coraggio per almeno limitare i danni, ovvero la espansione ulteriore del contagio di Xylella. Quanto attuato viene proprio incontro a quanto da noi rivendicato con forza, attuando quello che la scienza e le norme in materia prevedono”.

“Da sempre il nostro riferimento, sulla questione Xylella – dichiara a sua volta Raffaele Carrabba, presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani di Puglia -, è stata ed è la scienza e non la fantascienza e i santoni che in questi anni non hanno fatto altro che creare solo tanta confusione e disinformazione, determinando ritardi abissali e condizionando, molto spesso, anche le scelte della politica e delle istituzioni. Bene ha fatto chi nei mesi scorsi ha presentato un esposto alle diverse Procure della Puglia contro chi in questi anni ha propinato teorie fantascientifiche, che non hanno fatto altro che determinare ritardi nell’affrontare quella che ormai è diventata un vera e propria emergenza per la Puglia, al pari di un terremoto”.

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