Morte per annegamento: "Si attivi un punto di soccorso sul litorale"

Richiesta avanzada dall'Adoc Brindisi a seguito della tragedia avvenuta ieri presso la spiaggia libera dell'ex Lido POste

BRINDISI - Un punto di primo soccorso sul litorale nord di Brindisi. Questa la richiesta avanzata da Giuseppe Zippo, presidente provinciale dell’Adoc Brindisi, a seguito della tragedia che si è consumata la mattina di Ferragosto presso la spiaggia libera dell’ex Lido Poste, dove un 38enne originario dell’Iraq è morto a causa di un annegamento. “Non è la prima volta, purtroppo – si legge in una nota a firma di Zippo - che commentiamo episodi tragici come quello avvenuto nella giornata di ieri basti pensare all’annegamento qualche anno fa, sempre nell’area ex Lido Poste, di un nostro ragazzo 15enne. In quell’occasione furono in quattro a rischiare la vita”. 

“Non è più accettabile – prosegue Zippo - che il destino dei bagnanti sia legato alla prevenzione ed alla disponibilità del servizio di salvamento attivo nei lidi privati o nel peggiore dei casi ai tempi di soccorso dei sanitari, considerata la distanza tra il presidio ospedaliero più vicino, l’Ospedale Perrino, e la litoranea Nord”. 

Per questo “alle reiterate richieste di applicazione dell’ordinanza balneare della Regione Puglia – scrive ancora Zippo - inoltrate in questi anni al Comune di Brindisi senza riscontro, per l’attivazione del servizio di salvamento e non solo, riteniamo utile avviare una campagna di sensibilizzazione per l’apertura sul litorale nord di un punto di primo soccorso che riduca, in caso di emergenza, i tempi di intervento, cruciali ai fini del salvataggio di una vita umana o danni permanenti, e che rappresenti un importante punto di riferimento sanitario per migliaia di residenti e bagnanti. Un appello che speriamo venga accolto dalla politica e dalle autorità sanitarie”.  Il presidente dell’Adoc rivolge infine “un apprezzamento agli addetti al servizio di salvamento del Lido Oktagona per la professionalità e la passione messa in campo per salvare una vita umana e per l’intensa attività di prevenzione, anche al servizio della spiaggia libera, che quotidianamente evita tragedie simili”. 

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