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Edison, gli ambientalisti tornano alla carica: "Catena umana contro il deposito"

Una catena umana che si snoderà da piazza Vittorio Emanuele fino a piazzale Lenio Flacco organizzata per sabato 30 settembre, alle ore 18

Una catena umana contro la realizzazione del deposito di Gnl targato Edison per sabato prossimo (30 settembre), alle ore 18. Questa la nuova manifestazione organizzata delle associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Wwf Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Fondazione Tonino Di Giulio, Medicina Democratica, Salute Pubblica, No al carbone, No Tap/Snam Brindisi).

La catena si snoderà per il lungomare, da piazza Vittorio Emanuele II sino a piazzale Lenio Flacco. “Abbracci a mo’ di difesa – si lege in una nota congiunta - il nostro porto e la nostra città”. L’opera, prevista a Costa Morena est, a detta delle associazioni “comprometterà polifunzionalità del nostro porto e una importante prospettiva economica”. Le associazioni contestano alla società di voler avviare i lavori “non attendendo l'esito del nullaosta di fattibilità, come se l’esito fosse già scontato.  Vuole chiaramente forzare i tempi”.

“Il sindaco di Brindisi tace – si legge ancora nella nota delle associazioni - sostenendo di non avere competenze per affrontare una materia da cui dipende il futuro del porto. Invece le ha, eccome! Una città-porto come Brindisi deve svolgere un ruolo deciso e determinante nelle scelte che possono incidere in maniera fortemente sfavorevole sul futuro del porto e quindi con ricadute negative, economicamente, sulla città e sul territorio”.

“Nel mentre l'arcivescovo della Diocesi di Brindisi - proseguono gli ambientalisti - chiede un cambio di rotta per costruire lo sviluppo sostenibile del porto e della città, il solito sistema di potere ci vuol portare in direzione opposta”. E poi la polemica con il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griggi, che “ha chiamato ‘ignorante’ chi si oppone al deposito costiero di Gnl, ignorando e non accettando le diversità di opinioni e il diritto al dissenso basato su fatti e cognizioni concrete e non su quello che a loro piace propagandare come una semplice contrarietà dei “no a tutto”. Una facile e superficiale catalogazione usata da chi vuol affossare la città non facendo minimamente tesoro dei tanti errori commessi nel passato che ancora gravano sulla città. A loro conviene così”.

L'adesione della Cgil

Annuncia la propria adesione alla manifestazione la Camera del lavoro della Cgil di Brindisi. “Sarà un simbolico  - afferma il segretario generale del sindacato, Antonio Macchia - tra tutti i ‘brindisini ignoranti’, così siamo stati etichettati e liquidati da chi preferisce l'uniformità del pensiero unico non tollerando la diversità di vedute e il confronto democratico, nella consapevolezza comunque che: ‘Sapere di non sapere è sempre un passo verso il saperei”.

Questa la posizione della Camera del lavoro rispetto al progetto:  “Si tratta di un investimento che non è green, azzererà la polifunzionalità del porto perché farà da tappo allo sviluppo della logistica (che invece ha potenzialità straordinarie e ricadute incalcolabili), vanificherà l'investimento da 70milioni di Rfi che connette il porto alla ferrovia   annullando anche l'intermodalità dello scalo brindisino, ostacolerà lo sviluppo di altre attività. In ultimo, ma non per ultimo, la Cgil contesta la localizzazione del sito, per un impianto ad alto rischio di incidente rilevante inserito in una area in cui ne ricadono altri 11 e a ridosso della città che pone seri rischi per la sicurezza di tutti i brindisini”.


 

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