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Amianto nella sede del Comune: "Necessario intervento tempestivo"

Nel cortile è presente una tubazione di eternit/amianto, dopo la segnalazione della Uil di due settimane fa nessun intervento

BRINDISI - Ha destato non poca preoccupazione nei dipendenti comunali e in moltissimi cittadini la denuncia del 7 maggio scorso, da parte del rappresentante della Uil comunale Giuseppe Roma, della presenza di una tubazione di eternit/ amianto nel cortile interno del comune di Brindisi.

Una tubazione che, come rileva la presenza di alcuni frammenti sul pavimento del cortile, appare danneggiata e deteriorata al punto di far temere l' eventuale dispersione  di fibre tossiche nell’ambiente e negli uffici del comune  frequentati giornalmente da molti dipendenti comunali e moltissimi cittadini. E’ stato infatti accertata in sede scientifica  la pericolosità dell’amianto, in quanto responsabile di patologie gravi ed irreversibili a carico  dell’apparato respiratorio,  come l’asbestosi ed  il carcinoma ai polmoni ed alla pleura, che possono manifestarsi anche a distanza di molti anni.

La segnalazione di Giuseppe Roma

Una  conseguenza determinata dalla capacità dell’amianto a matrice friabile di liberare nell’ambiente fibre inalabili altamente tossiche,  ma che può anche verificarsi nei manufatti a matrice compatta, nel caso in cui essi risultino danneggiati o deteriorati  per effetto dell’incuria e/o dalla lunga esposizione alle intemperie.

Per questo motivo la Giunta della regione Puglia, con delibera 676 dell’undici aprile 2012, rese obbligatorio, su tutto il territorio regionale, il censimento dei luoghi in cui era presente l’amianto, al fine di predisporre, sulla base della effettiva conoscenza,  i piani di protezione e risanamento ambientale  a tutela della salute umana e dell’ambiente. (nella foto in basso i frammenti sparsi per terra)

amianto comune di Brindisi1-2

Ai proprietari dei luoghi e degli edifici pubblici e privati in cui si trovava l’amianto, sia  a  struttura  friabile, sia a struttura  compatta, era stato concesso 60 giorni di tempo dalla pubblicazione della delibera di giunta sul bollettino regionale, per l’auto notifica della presenza di amianto. Alle Asl era stato conferito anche  il compito di effettuare i controlli,  per verificare lo stato  di conservazione dei manufatti con amianto  e la eventuale dispersione delle fibre nell’ambiente.

Nonostante siano ormai trascorsi oltre 7 anni da quella delibera, manca ogni informazione relativa al percorso  intrapreso e all’attività svolta dal comune di Brindisi e agli eventuali controlli effettuati dall’ Asl. Ma poi, come può  essere ritenuto credibile l'effettivo l'assolvimento di quell'obbligo di censimento da parte del Comune, se non si è accorto e denunciato quanto avveniva in casa propria? Sotto il proprio naso. Come hanno fatto a non accorgersi di quella pericolosa presenza in un luogo, che negli ultimi anni è stato interessato da  diversi lavori di pulizia e manutenzione? E' tutto normale? Ci sono responsabilità in chi doveva  verificare e non lo ha fatto?

Per questo ci  chiediamo se il sindaco di Brindisi è al corrente della situazione e del pericolo che quella tubazione  può rappresentare per la salute dei cittadini e dei dipendenti comunali. Se è stata effettuata una ricognizione del luogo e del percorso di quella tubazione per l'accertamento di eventuali altri luoghi interessati dallo stesso problema. Se è stata informata tempestivamente l'Asl di Brindisi alla quale la Regione Puglia con quella delibera ha assegnato il compito di effettuare i controlli sulla eventuale dispersione di fibre tossiche nell’ambiente e negli uffici circostanti ed, eventualmente, quali provvedimenti sono stati adottati nel frattempo o si vogliono adottare e con quale tempistica. 

Attestato che, allo stato attuale, nonostante siano ormai trascorsi 15 giorni da quella denuncia, nulla è cambiato. E' stata disposta  solo la chiusura di due bagni, ritenendo evidentemente che le fibre possano e debbano incanalarsi solo in quei luoghi e non negli altri  uffici  circostanti.

Ma sarebbe anche l'occasione di un controllo ambientale degli uffici comunali soffocati da tempo dai gas di scarico delle molte migliaia di auto che, per le scellerate scelte di mobilità urbana adottate in questi anni, transitano  giornalmente in quello stretto budello di via Filomeno Consiglio. 

Ci sembrano domande  legittime, che richiedono risposte accurate e tempestive, perché i cittadini, i dipendenti comunali ritengono di aver diritto ad essere immediatamente avvertiti della situazione rilevata, degli eventuali pericoli per la loro salute. Essere rassicurati che le varie situazioni siano sotto controllo, nei fatti e non nelle promesse.

Ma soprattutto chiediamo un intervento tempestivo, per dare  finalmente concretezza alle tante periodiche rassicurazioni verbali del  passato sulla salvaguardia della salute pubblica dei cittadini, che allo stato attuale sembrano essere state riposte e dimenticate  nei cassetti di qualche nascosta scrivania comunale.               

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