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Multe in prescrizione: annullate cartelle per un totale di 8mila euro

Un cittadino ha ottenuto il riconoscimento dei propri diritti e l’annullamento di quattro cartelle esattoriali

BRINDISI  - Ha dovuto attendere quasi due anni ma all’esito del processo di opposizione, instaurato dinnanzi al Giudice di Pace di Brindisi, un associato del coordinamento istituito tra la Confconsumatori e l’associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore”  ha ottenuto il riconoscimento dei propri diritti e l’annullamento di quattro cartelle esattoriali, contenenti una pretesa di pagamento complessiva di 8.062,68 euro. A rendere nota la vicenda l’avvocato Emilio Graziuso, responsabile del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore”

La pretesa di pagamento avanzata dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione, all’epoca dei fatti, Equitalia Sud Spa per conto del Emilio GraziusoComune e della Prefettura di Brindisi, si riferiva a contravvenzioni elevate per infrazioni al Codice della strada, elevate tra il 2001 ed il 2005.

Due le tesi contrapposte sottoposte all’esame dell’Autorità Giudiziaria: quella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, secondo la quale, una volta emessa la cartella esattoriale, il credito ad essa sotteso si prescrive in dieci anni dalla emissione e dalla notifica della stessa, e quella dell’automobilista, difeso in giudizio dall’avvocato Emilio Graziuso, secondo il quale, se il credito azionato dall’ente di riscossione riguarda violazioni al codice della strada, anche se è stata emessa la cartella esattoriale il termine di prescrizione, è di cinque anni che decorre dalla notifica della stessa.

Il Giudice di Pace di Brindisi (dott.ssa Nicoletta Erroi) ha accolto la tesi dell’automobilista ed ha, quindi, dichiarato prescritto il diritto di credito attivato dal Comune e dalla Prefettura di Brindisi, attraverso l’Agenzia delle Entrate e Riscossione, ed ha annullato le quattro cartelle esattoriali oggetto di opposizione. 

“Siamo molto soddisfatti per questa vittoria giudiziale – afferma Graziuso – Dalla Parte del Consumatore” – Innanzitutto, perché il nostro assistito ha evitato una azione esecutiva ingiusta per un importo ingente ed, inoltre, perché è stata accolta, nuovamente, la nostra tesi giuridica che, anche una volta emessa e notificata la cartella esattoriale, se il credito ad essa sotteso riguarda violazioni del codice della strada, esso si prescrive in cinque anni e non come sostengono gli Agenti di Riscossione e gli Enti impositori in dieci anni”

“Al di là della vittoria giudiziale, però, la vicenda in esame fa riflettere su un comportamento spesso assunto dagli Enti impositori e dagli Agenti di riscossione altamente lesivo dei diritti dei cittadini. Era, infatti, accaduto che, dopo aver ricevuto l’intimazione di pagamento relativa alle cartelle esattoriali, divenute successivamente oggetto di causa,  l’automobilista aveva inviato al Comune di Brindisi, alla Prefettura di Brindisi ed all’Agente di Riscossione, formale richiesta di annullamento in autotutela con richiesta di sgravio delle cartelle stesse".

"Richiesta che, però, rimaneva priva di esito. Come Coordinamento a difesa del cittadino ci chiediamo perché gli Enti impositori e gli Agenti di riscossione in fattispecie come quella in esame, la quale, purtroppo, non è una fattispecie isolata, non debbano analizzare attentamente la questione ad essi sottoposta in autotutela e quindi annullare le cartelle esattoriali e le pretese creditorie visibilmente prescritte o inficiate da altri vizi. Nel caso di specie, il cittadino, appena ricevuta l’intimazione di pagamento ha immediatamente inoltrato una richiesta di annullamento e sgravio in autotutela, ma non avendo ricevuto risposta soddisfacente è stato costretto a promuovere una azione legale per ottenere il riconoscimento dei propri diritti”.

"Il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore auspica, quindi, un cambio di rotta radicale degli Enti impositori e degli Agenti di Riscossione  in fattispecie nelle quali il credito da essi vantato è chiaramente prescritto, al fine di evitare al cittadino di dover inevitabilmente promuovere un processo civile per salvaguardare i propri diritti ed interessi economici". 

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