Migranti e bici, la Comunità africana: "Usate le pettorine"

Appello alle forze dell'ordine per fare rispettare l'obbligo, nel giorno dei funerali dell'ultima vittima

BRINDISI - Il presidente della Comunità Africana di Brindisi, Drissa Kone, nel giorno dedicato ai funerali presso la chiesa del cimitero, del giovane migrante travolto  da un’auto il 13 giugno, ha avvertito l’esigenza “di rivolgere un pensiero particolare a quanto accaduto”.

“L’appello che oggi si rivolge – scrive Drissa Kone in un comunicato - non ha lo scopo di giudicare il responsabile dell’incidente, perché poteva capitare a chiunque, ma è destinato a tutte le forze dell’ordine, che operano sul territorio, ma anche a livello nazionale, e a tutti coloro che utilizzano i velocipedi.”

“L’uso dei giubbotti o delle bretelle retroriflettenti è infatti obbligatorio, secondo quanto stabilisce l’articolo 182, 9 bis del Codice della Strada: “Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità”, ricorda Kone.

Migranti in bici nel Brindisino-2

“Pertanto, l’uso dei dispositivi catarifrangenti, da chiunque circoli nelle strade extraurbane, non deve essere considerato facoltativo, e le forze dell’ordine, nell’esercizio della loro funzione di vigilanza, devono rigorosamente applicare le sanzioni previste dalla legge”, prosegue il presidente della comunità africana brindisina. Tale deterrente è necessario per convincere tutti a usare questi dispositivi.

“A questo proposito, vale la pena ricordare che, a seguito dello specifico appello del presidente della Comunità Africana alla Flai-Cgil di Brindisi, in data 8 febbraio 2020, si è tenuto un incontro presso il dormitorio di Via Provinciale San Vito, proprio per procedere alla distribuzione di 150 pettorine catarifrangenti ai braccianti agricoli”, ricorda Drissa Kone.

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Un appello di sensibilizzazione ai migranti da parte della Flai all’uso delle pettorine, “per la loro sicurezza, ma anche per quella degli automobilisti, che spesso si ritrovano coinvolti negli incidenti. In particolare, va segnalato che lo stesso presidente della Comunità Africana, dalle testimonianze raccolte dopo l’accaduto del 13 giugno, è venuto a conoscenza che si sono verificati 14 casi, a Brindisi e provincia, di braccianti agricoli coinvolti in questo tipo di incidente, alcuni dei quali non segnalati alle autorità”.

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