I vertici Arpa Puglia: inadeguata la rete centraline di Brindisi

Audizione in Consiglio regionale. La rete non corrisponde a quella di altre città sedi di impianti Con Autorizzazioni integrate ambientali

Lo stato dell’arte della rete di monitoraggio ambientale in provincia di Brindisi, anche alla luce delle recenti emergenze, è stato oggetto della seduta congiunta delle commissioni Sanità, Ambiente e Attività produttive del Consiglio regionale della Puglia. Su iniziativa del presidente Pino Romano, condivisa anche dai colleghi Domenico Santorsola e Mauro Vizzino, e dietro sollecitazione del consigliere pentastellato Gianluca Bozzetti, sono stati convocati in audizione il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, il direttore scientifico Vincenzo Campanaro, e la direttrice dell’Arpa di Brindisi, Anna Maria D’Agnano. 

La questione si collega al recente stop dell’azienda Versalis di Brindisi a causa di emissioni odorigene e picchi di benzene registrati nell’area, e che conferma "quanto sia intollerabile - secondo Romano - che una zona industriale ad alto rischio sul piano delle emissioni inquinanti non disponga di una adeguata rete ‘pubblica’ di monitoraggio ambientale". Severo il parere di Arpa: il direttore generale ha fatto presente, in due relazioni presentate ad aprile e a novembre 2019 alle istituzioni competenti, come "relativamente alle centraline all’interno dell’impianto, il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente a carico del gestore, non sia adeguato, e manchi la convenzione per la gestione dei dati da parte di Arpa come invece avviene per le altre aziende sottoposte ad Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) nazionale, attraverso l’integrazione dei sistemi privati con la rete pubblica in un unico sistema di gestione dei dati".

"Inaccettabile - ha aggiunto Bruno - che il sistema di monitoraggio sia effettuato unicamente tramite due centraline poste all’interno dello stabilimento e che non sia gestito da Arpa e di cui non si conoscono procedure di calibrazione e manutenzione e i cui dati non pervengono in tempo reale". Arpa ha inoltre fatto richiesta formale ad Ispra di proporre al tavolo tecnico nazionale la revisione delle Autorizzazioni integrate nazionali, inserendo il vincolo di gestione del monitoraggio in sinergia con le agenzie regionali all’ambiente. Oltre alla richiesta di partecipare alle conferenze di servizi nazionali per nuovo sistema di monitoraggio relativo all’impianto Versalis, è stata sollecitata la possibilità di poter far parte del gruppo tecnico per le valutazioni sui profili impiantistici innovativi che possano portare ad una definitiva soluzione del problema. 

Per quanto riguarda invece la correlazione tra epidemia Covid e qualità dell’aria, rispondendo al presidente Pino Romano, Bruno ha comunicato che l’Arpa ha ottenuto possibilità di partecipare allo studio nazionale “Pulvirus” con Enea, Istituto Superiore della Sanità e Ispra dedicato appunto a valutare le ricadute sanitarie derivanti da criticità ambientali. L’Arpa Puglia sta lavorando in questa direzione, e ha avviato un percorso istituzionale di condivisione e coordinamento con Aresse aziende sanitarie locali su valutazione del danno sanitario. Con la legge nazionale 132 del 2016, questa posizione ha trovato una cornice normativa, dal momento che l'articolo 3 stabilisce che le agenzie ambientali forniscono supporto dati conoscitivi per valutazioni da parte delle aziende sanitarie locali.

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Anche il direttore scientifico Vincenzo Campanaro e la direttrice dell’Arpa di Brindisi, Anna Maria D’Agnano, hanno ribadito che le cabine di monitoraggio della rete fissa e mobile (in prossimità dell’area Micorosa) controllano puntualmente la qualità dell’aria, ma che manca un sistema adeguato di centraline come quelli presenti negli altri siti Aia presenti sul territorio regionale. (Fonte: comunicato agenzia stampa Consiglio regionale)

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