Martedì, 16 Luglio 2024
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Psicosi nucleare e boom di vendite di pillole di iodo, le raccomandazioni della Asl

Solo in caso di una reale emergenza nucleare, al momento inesistente in Italia, sarà la Protezione Civile a dare precise indicazioni su modalità e tempi di attuazione di un eventuale intervento di profilassi iodica

BRINDISI - A seguito del conflitto in Ucraina, si è verificata un'accresciuta richiesta di "pillole allo iodio" per contrastare gli effetti negativi sulla salute dell'esposizione a eventuali radiazioni. L'istituto superiore di sanità, però, notando comportamenti scorretti in tal senso da parte di alcune fasce della popolazione, ha emanato alcune raccomandazioni lo scorso 8 marzo, scaricabili dal seguente link, aggiungendo, inoltre, che "solo in caso di una reale emergenza nucleare, al momento inesistente nel nostro Paese, sarà la Protezione Civile a dare precise indicazioni su modalità e tempi di attuazione di un eventuale intervento di profilassi iodica su base farmacologica per l'intera popolazione".

"Attualmente in Italia - come specificato dai professionisti della Asl di Brindisi (Daniela Agrimi, Referente Osservatorio Regionale per la Prevenzione del Gozzo, Valentina Todisco, Responsabile Uosd Endocrinologia, Malattie Metaboliche, Nutrizione Clinica Ospedale “A. Perrino” e Liborio Rainò, Responsabile Uosd Promozione della Salute – Dipartimento di Prevenzione) è raccomandato il solo utilizzo del sale iodato per la preparazione e la conservazione degli alimenti, mentre è sconsigliato il ricorso fai-da-te a preparati contenenti elevate quantità di iodio che invece potrebbero determinare conseguenze negative per l'organismo, incluso il blocco funzionale della tiroide".
 

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