“Briatore, vieni a Brindisi: qui ci sono giovani che lavorano”

L’assessore Covolo invita, provocatoriamente, l’imprenditore che in tv da Giletti ha detto: “Al Sud resta chi vuole il reddito di cittadinanza”

L'assessore Roberto Covolo

BRINDISI – Prima il post affidato a Facebook: “Massimo Giletti, se mi leggi ascoltami bene. Voglio venire a fare un confronto televisivo nella tua trasmissione con Flavio Briatore su: stato dell’economia al Sud, mercato del lavoro e questione giovanile. I soliloqui dei ricchi evasori non meritano di produrre senso comune”. Poi l’invito diretto: “Briatore, vieni a Brindisi, così conosci di persona i giovani che lavorano per la città del futuro”.

L’invito e la provocazione

covolo su briatore-2L’assessore Roberto Covolo, titolare delle deleghe alla Programmazione economica e alle Politiche giovanili (non a caso affidate in coppia dal sindaco) non è andato troppo per il sottile dopo aver ascoltato le dichiarazioni dell’imprenditore in una delle ultime “ospitate” nel salotto televisivo Non è l’Arena di Giletti, in onda su La 7. Proprio non gli è andato giù il ritratto dei giovani del Sud che Briatore ha consegnato in prima serata. “Vanno via dal Sud e nessuno desidera tornare. Resta solo chi vuole il reddito di cittadinanza”, ha detto dopo aver ricordato l’esperienza legata al Twiga.

Covolo di cose sul punto ne avrebbe da dire in quantità. Per questo ha invitato Briatore. Invito a venire a Brindisi. Una provocazione, sì. Sarà certamente così, ma chissà se il messaggio, condivisione dopo condivisione – potere di internet e dei social – arrivi al diretto destinatario. Anche questa è promozione del territorio e, ancor prima, promozione delle azioni posti in essere dal Comune di Brindisi per i giovani.

“La Puglia ha tanti volti e c’è anche quello dell’intraprendenza dei giovani”, dice l’assessore. “Brindisi è città antica dove ci sono decine e decine di ragazzi che stanno lavorando per progettare e quindi costruire la città dei prossimi anni”, prosegue. “Se viene qui, glieli presentiamo”, dice.

L’incubatore di idee e il nuovo polo universitario

“E’ vero che c’è una enorme emigrazioni giovanile che sottrae capitale umano e riguarda in maniera trasversale l’intera società”, dice subito l’assessore. “Si tratta di un dato di fatto strutturale. La questione è cosa si fa in concreto per invertire la fuga documentata dai dati statistici. Noi a Brindisi ci siamo dati da fare e i giovani hanno iniziato a rispondere. Sono i giovani sui quali stiamo investendo, in primis realizzando un incubatore di idee su questioni urbane, nel Palazzo Guerrieri: ci sono gruppi già al lavoro”, spiega Covolo. “In secondo luogo, ci sono i giovani che lavorano nelle periferie per le periferie stesse: in questo caso, l’obiettivo è intercettare quei ragazzi che hanno maggiori difficoltà nell’inserimento sociale ed è per questo che vanno stanati”, va avanti l’assessore.

“La terza linea di intervento, è legata alla realizzazione in città di un polo universitario, in modo tale che la popolazione degli studenti venga raddoppiata, per arrivare sino a cinquemila persone”. Anche questa è una sfida. “L’idea è concentrare facoltà nuove nella sede dell’ex istituto Marconi: stiamo valutando con l’Università di Bari”. Tra i nuovi corsi di studi c’è Farmacia.

“La quarta azione riguarda l’attivazione di diversi avvisi per sostenere l’imprenditoria giovanile”. Il prossimo 8 maggio, sarà presentata l’iniziativa Fermenti, con l’obiettivo di abbassare la soglia d’ingresso. “Mi pare che tutto si possa dire, ma non che al Sud non ci sia voglia di lavorare. Non a Brindisi”. Briatore, quindi, qui sarà il benvenuto: l’invito c’è. La provocazione pure.

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Commenti (3)

  • E' vero che quel Briatore non conosce il Sud e tanto meno il porto di Brindisi che ben può ospitare la sua maestosa barca presso gli approdi della Lega Navale o del Porticciolo, avendo così modo di apprezzare direttamente le caratteristiche e soprattutto le forze sociali esistenti in questa città proprio partendo dai giovani che non hanno bisogno di attestazioni sulla volontà di lavorare. L'assessore alla programmazione e politiche giovanili, dopo gli itineranti giri per i quartieri di Brindisi di cui evidentemente non conosceva i tanti problemi al limite della civile convivenza e non avendo sinora dato atto concreto di iniziative di capovolgimento di strategie nei quartieri, la smetta di apparire, pubblicamente e nelle sedi istituzionali indossando un vestiario non appropriato ad un pubblico amministratore, chiedendo pietosamente ai ricchi signori di interessarsi dei giovani brindisini che intendono lavorare. Utile appare il consiglio di leggere, modificandolo ampiamente, il provvedimento riguardante il bilancio di previsione dal quale, eliminati gli orrori normativi presenti, è possibile enucleare azioni pubbliche per la creazione di lavoro ai giovani. Brindisi, 20/04/2019 Franco Leoci

  • Avatar anonimo di Giovanni
    Giovanni

    Lucio for president ! parole sacrosante

  • Che quel tipo che è apparso in televisione sia uno dei primi cazzari d'Italia è un fatto assodato. Ma è anche pur vero che a spingerlo a dire la cazzata sui giovani del Sud è anche tutta una certa situazione ( incontrovertibile) di un Meridione che ha campato praticamente di assistenzialismo ed aziende ( carrozzoni) di stato che null'altri hanno fatto che massacrare ancora di più il Sud, ingenerando l'idea che è più "furbo" fare il vagabondo ed il mantenuto che non darsi da fare con le proprie mani.Mi fa piacere leggere cmq che a Brindisi vi siano giovani che lavorano… e dove lavorano? Presso aziende di nuovi imprenditori che sono giunti sul nostro territorio, attratti dalle politiche amministrative locali, ed hanno piazzato imprese e linee di produzione? E se lavorano, hanno un lavoro remunerativo che porti utile e sviluppo , con contributi e ritenute fiscali? E quando questi imprenditori assumeranno altri giovani per non farli scappare fuori? O forse ho letto male l'articolo?

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