Brindisi, si apre la causa di canonizzazione di Antonietta Guadalupi

L'8 gennaio nella Cattedrale. La laica paolina prestò la propria opera all'Istituto nazionale dei Tumori di Milano

La cattedrale di Brindisi

BRINDISI – Si aprirà l’8 gennaio 2020 alle ore 18 presso la Cattedrale di Brindisi alla presenza di monsignor Domenico Caliandro, arcivescovo di Brindisi-Ostuni, e con il postulatore generale della Famiglia Paolina, don Domenico Soliman,  il processo diocesano di canonizzazione che riguarda la vita e l’operato della “Serva di Dio Antonietta Guadalupi (1947-2001), membro dell’Istituto Maria Santissima Annunziata, associato alla Società San Paolo. Promotori dell’evento sono lo stesso Istituto Maria Santissima Annunziata e la Diocesi di Brindisi-Ostuni”. Il programma prevede alle ore 18 la celebrazione della Liturgia dei Vespri e, a seguire, l’apertura della prima Sessione del Processo diocesano.

Lo fa sapere l’ufficio stampa della Curia generalizia della Società San Paolo. L’editto per l’avvio della causa di canonizzazione di Antonietta Guadalupi è stato firmato l’1 novembre scorso dall’arcivescovo, dopo i consensi espressi dai vari enti ecclesiastici preposti all’istanza inviata allo stesso monsignor Caliandro dal postulatore generale Soliman il 25 gennaio scorso, a partire dal nulla osta della Congregazione delle cause dei Santi, e da quello dell’Arcidiocesi di Milano per il trasferimento di foro dal capoluogo lombardo a a Brindisi.

Antonietta Guadalupi-2

Il cardinale di Milano, Carlo Maria Martini, aveva detto una volta che “Antonietta Guadalupi può essere annoverata tra i profeti minori del nostro tempo”. Era nata a Brindisi il 22 novembre 1947. A soli 13 anni rimase orfana di madre lasciò gli studi per prendersi cura del padre e del fratello. Una volta ripresa la scuola, dovette interromperla di nuovo pochi anni dopo a causa della morte del padre. “Tenace e volitiva, Antonietta riuscirà più tardi a conseguire la maturità classica e a iscriversi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari, anche se poi non completerà il corso di studi”.

Infatti all’età di 19 anni entrò nell’Istituto Maria SS. Annunziata, fondato dal Beato Giacomo Alberione e appartenente alla Famiglia Paolina. Nel 1974, su consiglio di don Gabriele Amorth, l’allora responsabile delle Annunziatine (così si chiamano comunemente i membri di tale Istituto), Antonietta Guadalupi si recò a Milano per studiare presso l’Istituto Nazionale dei Tumori.

“Al centro del suo progetto spirituale si colloca la piena conformazione a Cristo secondo il più genuino messaggio di San Paolo (cfr. Gal 2,20), così come interpretato e trasmesso ai suoi figli e figlie dal Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina”, si legge nel comunicato della Pia Società San Paolo.

“Antonietta diventa così la prima assistente sanitaria, un incarico all’epoca innovativo e pensato per accompagnare personalmente il malato e i suoi familiari nel difficile percorso di cura. Spende oltre 25 anni di vita in quella che per lei è una vera e propria missione, mettendo non solo grande dedizione e competenza, ma diventando soprattutto una vera testimone evangelica del gioioso donarsi, sempre sostenuta da una fede incrollabile, anche nei momenti di fatica e di buio”.

“Nel suo ufficio si respira sempre un clima di accoglienza e serenità, che i pazienti colgono immediatamente. A volte malati e familiari le chiedono l’impossibile e lei, invece di scoraggiarsi, forte solo della sua fede, si rivolge a Colui al quale «tutto è possibile». Più il dolore e la prova sono forti e quasi senza speranza, più riesce, con la sua grande fede nella Provvidenza, a trasmettere pace e consolazione”.

“Sia nelle situazioni ordinarie che in quelle più difficili si colgono sulla sua bocca espressioni come: «Grazie!», «Alleluia!», «È perfetta letizia!». Antonietta con il suo stile di vita comunicava l’amore del Signore, nel suo donarsi agli altri era testimone di quella cultura dell’incontro che rappresenta uno dei cardini del Magistero di Papa Francesco”. Antonietta Guadalupi cesserà di vivere alle 7,30 del mattino del 30 luglio 2001, all’età di 53 anni, a causa di un tumore all’intestino. Le sue spoglie furono traslate e riposano nel cimitero di Brindisi.

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