Lunedì, 27 Settembre 2021
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Beni confiscati alle mafie, in Puglia trasparente solo il 43 per cento dei Comuni

Il report "RimanDati". Valerio D'Amici (Libera Brindisi): "Dobbiamo conoscere quello che le Amministrazioni fanno, per partecipare"

BRINDISI - In Puglia, su 98 Comuni che hanno in gestione beni confiscati alle mafie, solo 42 di essi sono trasparenti. E' quanto emerge dal report "RimanDati", pubblicato in questi giorni da "Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie". Questo vuol dire che ben 56 Comuni nella regione non pubblicano sui propri siti internet l'elenco di beni confiscati alla criminalità organizzata. BrindisiReport ha discusso del problema con Valerio D'Amici, referente del presidio cittadino di Brindisi di "Libera". Per Valerio è importante conoscere questi dati, perché "in questo modo possiamo verificare quello che ogni Amministrazione comunale fa, possiamo cioè controllare e, di conseguenza, partecipare".

Si legge nella presentazione del report di "Libera": "I comuni italiani 'rimandati' sul livello di trasparenza della 'filiera' della confisca dei beni mafiosi; su 1.076 comuni monitorati destinatari di beni immobili confiscati 670 non pubblicano l'elenco sul loro sito internet. Ciò significa che ben il 62 per cento dei comuni è totalmente inadempiente. E di questi, la maggior parte lo fa in maniera parziale e non pienamente rispondente alle indicazioni normative". Il quadro che emerge non è edificante. Valerio D'Amici (foto sotto) chiosa: "I beni confiscati sono stati tolti dalla disponibilità delle mafie, di attività illecite. Lo Stato vince e, dal 1996, permette il riutilizzo sociale di beni che prima erano nella disponibilità di mafiosi. E' la vittoria di Pio La Torre, che volle fortemente la legge sulle confische dei beni, poi promulgata nel 1982".

valerio d'amici libera-2

Il report è stato promosso in collaborazione con il Gruppo Abele e il Dipartimento di culture, politica e società dell'Università di Torino, primo appuntamento di una serie di iniziative in occasione dell'anniversario dei venticinque anni dall'approvazione della legge 109/96, per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Per Valerio D'Amici di Libera queste leggi "permettono il riscatto del territorio, fanno recuperare dignità e danno impulso all'economia". Gli esempi sono tanti, per questo è un peccato che molti Comuni ancora non rendano fruibili gli elenchi dei beni confiscati loro assegnati. Perché non solo viene meno il controllo sociale, ma non c'è la possibilità che la società civile possa capire quali beni possano essere riutilizzati.

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