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Adoc: "Il Comune aumenta il costo dei bollini degli impianti termici"

Giuseppe Zippo: "Un incremento del 100 percento del costo, da 12.50 euro a 25 euro, contravvenendo persino alla normativa regionale in materia"

BRINDISI - Con delibera di giunta comunale numero 17 del 29 gennaio 2021 l’amministrazione comunale di Brindisi ha aumentato il costo dei bollini verdi per la certificazione degli impianti termici. "Dopo gli aumenti relativi alle lampade votive da 18.65 a 25.35 euro con un rincaro del 35 percento - denuncia il presidente provinciale di Adoc, Giuseppe Zippo -  ed i tentativi andati a vuoto su ticket mensa ed asili nido, a palazzo di città si è deciso di determinare un incremento del 100 percento del costo dei bollini da 12.50 euro a 25 euro contravvenendo persino alla normativa regionale in materia. Una scelta che non trova assoluta giustificazione né nell’aggiornamento dei costi di esercizio del servizio di controllo, né dal volume di attività svolte, considerato che il campione di accertamento si attesta intorno ai minimi previsti per legge, e numerose sono gli adempimenti ad oggi disattesi da parte dell’amministrazione sia nei confronti della regione Puglia che dei cittadini e le associazioni di categoria". 

"L’efficacia della delibera - spiega ancora Zippo - considerati i tempi tecnici autorizzati per l’inserimento delle verifiche nel sistema operativo rischia di esporre migliaia di cittadini e gli stessi manutentori a costi non preventivati all’atto delle attività di manutenzione. Si sceglie, quindi, di far cassa nonostante le economie ed i risparmi annunciati alla vigilia dell’accorpamento di Energeko con Bms ed una frequenza prevista per le campagne di autocertificazione a cadenza biennale anche per gli impianti di nuova installazione contrariamente a quanto avveniva in passato. L’Adoc di Brindisi nel condannare fermamente il modo di intendere dell’amministrazione comunale il rapporto con i contribuenti
improntato più sulla logica del 'fare cassa' che dell’efficienza dei servizi chiede l’immediato ritiro del provvedimento e l’apertura di un confronto più volte sollecitato e mai accordato". 

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