Comune di Brindisi, aggiudicato bando per coworking a Palazzo Guerrieri

Gli spazi dell’immobile e i servizi di gestione, animazione e promozione saranno gestiti dal raggruppamento Tqc per 24.400mila euro

L'ingresso di Palazzo Guerrieri

BRINDISI – Diventa concreta l’idea del Comune di Brindisi di destinare Palazzo Guerrieri al coworking, ora che è stato aggiudicato il bando per la gestione degli spazi e lo svolgimento dei servizi di organizzazione e gestione: ad occuparsene sarà il raggruppamento Tqc, a fronte di un corrispettivo pari 24.400 euro, Iva Inclusa.

Inaugurazione laboratorio palazzo Guerrieri-3-2-2

L’aggiudicazione

Si avvia a conclusione l’iter iniziato con la pubblicazione del bando, lo scorso 25 luglio, destinato alla riapertura del Palazzo, di proprietà dell’Amministrazione cittadina, con l’obiettivo di dare risposte a studenti, professionisti e imprenditori, alla ricerca di spazi a supporto dell’innovazione tecnologica e sociale.

Alla scadenza dell’avviso (il 26 agosto), due sono state le offerte pervenute: oltre a quella del raggruppamento, c’è stata quella presentata da I.S.O.L.A cooperativa sociale. Entrambe sono state esaminate il 6 settembre e dall’esame della documentazione allegata, la commissione presieduta da Gelsomina Macchitella (componenti Emanuela Sasso e Antonella Grassi) ha rilevato “alcune carenze”, di conseguenza è stata chiesta una integrazione, assegnando un termine di cinque giorni. Ma, stando a quanto si apprende da Palazzo di città, non c’è stata alcuna comunicazione. La commissione, a questo, punto, ha proceduto all’apertura dell’offerta dell’unico concorrente rimasto in gara, al quale è stato aggiudicato il bando che si inserisce nel progetto Brindisi Smart Lab finanziato con risorse della Regione Puglia, destinate ai “Patti per la citta”. L’obiettivo è la “rifunzionalizzazione dell’immobile di proprietà” dell’Amministrazione cittadina per la “creazione di spazi a supporto dell’innovazione tecnologica e sociale della comunità brindisina” per sperimentare, allo stesso tempo, “progetti e servizi per lo sviluppo di soluzioni organizzative e tecnologiche per una città intelligente e sostenibile”, sia sotto forma di coworking che di fablab.

Coworking

“Per coworking si intende un ambiente che prevede la condivisione degli spazi lavorativi mantenendo un’attività indipendente di impresa o libera professione (operanti in campi anche lontani tra loro), la condivisione e lo scambio di idee, competenze, progetti anche imprenditoriali”, si legge nel testo dell’avviso. “Attraverso le interazioni quotidiane i “coworkers” possono sviluppare ed ampliare la propria rete di relazioni e costruire una comunità che da un lato favorisce lo scambio di opportunità di lavoro e di crescita delle reti informali, dall’altro permette a giovani professionisti di ridurre i costi di gestione del loro spazio di lavoro”.

Per  “fablab si intende una piccola officina dotata di una serie di strumenti computerizzati in grado di realizzare, in maniera flessibile e semi-automatica, un'ampia gamma di oggetti. Il fablab offre servizi personalizzati e attività di formazione e scambio di conoscenze sui temi della fabbricazione digitale”.

“A titolo esemplificativo e non esaustivo”, il coworking si rivolgerà alle seguenti categorie: “giovani professionisti, imprenditori e lavoratori di startup, micro imprese, creativi, consulenti, architetti, programmatori, fotografi, avvocati, commercialisti, web developers, mediatori, grafici, giornalisti”. Il fablab si rivolgerà a studenti, giovani, giovani professionisti, creativi, piccole e medie imprese, istituzioni scolastiche, ecc.

La selezione dei coworkers e degli utenti del fablab sarà “effettuata dal soggetto gestore, sulla base di elementi quali la motivazione e l’interesse allo sviluppo di progetti specifici in linea con le finalità del coworking. I criteri e le modalità di selezione dei co-workers e degli utenti del fablab dovranno essere individuati in fase di presentazione del progetto in risposta all’avviso. La fruzione degli spazi di co-working e del fablab sarà a titolo gratuito”.

Oneri a carico del Comune di Brindisi

Sono a carico dell’Ente tutte le manutenzioni straordinarie e le eventuali modifiche ai locali e agli impianti. “Per manutenzione straordinarie si intendono gli interventi non riconducibili a manutenzione ordinaria sulle strutture murarie, sugli impianti idrici e di riscaldamento nonché tutte le manutenzioni che dovessero interessare le strutture per adeguamenti per sopraggiunte modifiche normative”.

Sono inoltre a carico del Comune di Brindisi tutte le spese relative a fornitura idrica, energia elettrica, connessione internet e pulizia dei locali. E ancora: fornitura di scanner, stampante, fotocopiatrice (multifunzione) a colori con fornitura di toner e relativa manutenzione straordinaria (non è prevista altra fornitura di materiale), sala conferenze previa specifica richiesta allo staff di Brindisi Smart Lab.

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