Il bilancio previsionale nell’era del Covid

Intervento di Cristiano D'Errico, assessore al bilancio del Comune di Brindisi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo un'intervento di Cristiano D'Errico, assessore al bilancio del Comune di Brindisi, sul bilancio di previsione dell'ente.

La proroga concessa dal governo ai comuni per la predisposizione dei bilanci di previsione 2020-21-22, prima dal 31 marzo al 31 luglio e poi al 30 settembre, è il segno che i bersagli del Covid non sono stati solo il sistema sanitario ed i lavoratori con le imprese. Anche i comuni sono vittime del Covid, ed è chiaro che le previsioni dell’Anci, che annunciavano uno scenario nefasto con perdite per comuni e provincie sino a circa 8 miliardi di euro, si stanno concretizzando. La risposta del governo alle difficoltà dei comuni è stato lo stanziamento iniziale di 3 miliardi ai quali ha poi aggiunto ulteriori 1,5 miliardi (per Brindisi è stato calcolato uno stanziamento di circa 4,5 milioni). Stanziamento insufficiente per tutti i comuni, schiacciati tra le maggiori spese necessarie affrontate durante l’emergenza Covid e soprattutto il calo delle entrate. È evidente che l’imponente riduzione di riscossione di tributi e tasse senza ulteriori interventi porteranno ad una situazione di dissesto generalizzato.

Già si misura tra le entrate tributarie: minore gettito da imposta di soggiorno, imposta sulla pubblicità, Imu turistiche , esenzioni Tosap e Tari. Tra le entrate extra tributarie: minori entrate per le mense scolastiche, parcheggi, violazioni al codice della strada. Insomma il Covid avrà effetti devastanti per le famiglie: riduzione nella capacità di spesa a causa della cassintegrazione e nella peggiore delle ipotesi la perdita del posto di lavoro. Dall’altra il pericolo di veder ridurre i servizi erogati dagli enti locali a favore delle famiglie più bisognose facendo aumentare la marginalità sociale ed amplificando la sofferenza. È una situazione senza precedenti che non sta colpendo quindi non solo il sistema impresa ma anche i comuni con la possibilità per gli stessi di poter continuare ad erogare i servizi essenziali. Le proposte dell’Anci avanzate al governo al fine di rivedere il fondo crediti dubbi esigibilità, il fondo di garanzia per i crediti commerciali, le norme sugli enti strutturalmente deficitarii sono ad oggi ancora inascoltate.

Così le misure sino ad oggi adottate rischiano di avere solo un effetto placebo. La situazione di Brindisi è simile a tanti altri comuni, in pre-dissesto e non. Brindisi, in particolare, che ha aderito al piano di riequilibrio finanziario pluriennale con delibera consiliare del 9 gennaio 2020, sarebbe obbligata al rispetto assoluto del piano medesimo. La norma è stringente: nel caso di un conclamato mancato raggiungimento del riequilibrio o degli obiettivi intermedi previsti dal piano, il comune sarebbe dichiarato in dissesto con gravi sanzioni fino allo scioglimento del consiglio comunale. Ci sono quindi vie d’uscita rispetto ad un destino che sembrerebbe segnato? Si! Le soluzioni sono due e necessariamente inscindibili. Da un lato una responsabile definitiva presa d’atto da parte del governo della gravità della situazione con una nuova ulteriore iniezione di risorse per gli enti locali; oltre alle misure proposte dall’Anci citate dianzi. 

Il comune di Brindisi da parte sua deve operare una revisione della spesa, non una spending review sterile caratterizzata da un semplice taglio ragionieristico ma da una revisione che passi attraverso una misurazione responsabile dei bisogni. È indispensabile ora più che mai ripensare la struttura della spesa in funzione dello stravolgimento sociale che il Covid portato, sta portando e porterà (ancora dobbiamo misurare gli effetti sicuramente nefasti della sospensione del divieto di licenziamento). Come un mantra continuiamo a dire e sostenere che il Covid sta cambiando il mondo (l’Onu stima che circa 40 milioni di persone rischia di scivolare in condizioni di povertà estrema) ma non riusciamo ad essere incisivi, risoluti e consequenziali.

Bisogna ripensare la spesa dell’ente in termini di efficacia ed efficienza eliminando spese improduttive ed inique a favore dei settori più fragili della città coinvolgendo tutti, sindacati, mondo della associazionismo, cittadinanza attiva. Insomma, comune e governo insieme per superare le tante e gravi emergenze che sono emerse, devastanti, sul piano sanitario e sociale. E se il governo non dovesse fare niente? A quel punto bisognerebbe fare come fece a suo tempo il sindaco di Milano, Albertini: sfilare in mutande. Lui lo fece per un motivo effimero: sfilò per Valentino, lo stilista. Noi dovremmo farlo per un motivo assai più nobile: la Città. Magari durante un consiglio monotematico sul futuro di Brindisi e magari maggioranza e minoranza insieme, tutti con la stessa 'divisa'. Intanto il Comune deve fare la sua.

Cristiano D’Errico, assessore al bilancio del Comune di Brindisi

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