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Brindisi candida la via Appia come sito Unesco: patrimonio dell'umanità

Arteria di collegamento di 540 chilometri tra Roma e Brindisi, la cui costruzione inizia nel 312 a.C.per volontà di Appio Claudio. Capolavoro del genio creativo umano per la lunghezza del percorso, attraverso quattro regioni: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia

BRINDISI -  La via Appia, simbolo di storia, è stata candidata dal Comune di Brindisi per diventare sito Unesco, patrimonio dell'umanità. Ci sperano gli assessori della Giunta, ci crede il sindaco e per questo l'esecutivo ha deliberato la proposta. La volontà dell’amministrazione è quella di far rientrare Brindisi, con particolare riferimento alla via Appia, nella “Convezione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale” promossa dalla Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza, la cultura che è stata firmata a Parigi il 23 novembre 1972, e che è stata ratificata dallo stato Italiano con legge n. 184 del 6 aprile 1977.

In considerazione del fatto che la via Appia Antica, Regina Viarum, è l’arteria di collegamento di circa 540 chilometri tra Roma e Brindisi,  la cui costruzione inizia nel 312 a.C. per volontà di Appio Claudio, politico e letterato romano, e viene completata fino a Brindisi all’inizio del II sec. a.C. e costituisce un capolavoro del genio creativo umano per la lunghezza del percorso, attraverso quattro regioni: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia e per la particolarità della tecnica costruttiva.

Oltre a lunghissimi rettilinei, vengono costruiti ponti, viadotti e terrapieni e realizzate opere di bonifica idraulica per oltrepassare le paludi. La strada è realizzata prima con pietrisco e poi lastricata con basole di pietra. Testimonia quindi un eccezionale cambiamento dei luoghi sia dal punto di vista tecnologico che paesaggistico. Collega  la cultura della Magna Grecia (Taranto) e della civiltà messapica con quella romana e poi dal porto Brindisi, mette in comunicazione il Mediterraneo con l’Oriente.

Brindisi rappresenta dunque il punto di arrivo della via Appia e al tempo stesso punto di partenza verso altre terre. I poeti latini Orazio e Virgilio  testimoniano il valore  del porto e della città di Brindisi e le Colonne terminali della via Appia affacciate sul mare, ne costituiscono l’emblema. Il capitello corinzio della Colonna, conservato a Palazzo Nervegna è, dunque, il monumento simbolo  della rilevanza della città e del porto in età romana.

Per tutte queste ragioni su invito del Club Unesco per Brindisi, proprio come ha già deliberato anche il Comune di Benevento, Brindisi ha deciso di candidare la via Appia antica a diventare sito Unesco ed ha nominato responsabile del procedimento la dottoressa Antonella Grassi.

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