Cantieri navali, dichiarato anche il fallimento della Damarin Srl

A pochi giorni dalla analoga declaratoria per la società partner Cbs Srl. Nell'area ora opera un'altra impresa

BRINDISI – Dopo la dichiarazione di fallimento della società Cbs Cantieri Balsamo Shipping Srl, pubblicata il 14 gennaio (curatore l’avvocato Mario Maci, giudice delegato Paola Liaci, adunanza dei creditori fissata al 9 aprile 2020), arriva anche quella per la Damarin Srl: la dichiarazione decisa dal Tribunale fallimentare di Brindisi è stasta pubblicata il 31 gennaio, con la designazione del curatore nella persona dell’avvocato Samuele De Guido, e del giudice delegato Stefano Sales. Adunanza dei creditori, nel fallimento di Damarin Srl, fissata al 19 maggio 2020.

È l’epilogo del lungo braccio di ferro tra l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale e le due società brindisine che gestivano il cantiere navale omonimo a Bocche di Puglia, nel porto medio di Brindisi, anche se i debiti riconosciuti dai giudici fallimentari non sono solo quelli legati ai canoni di concessione demaniale. Parallelamente si era anche svolto un contenzioso davanti alla giustizia amministrativa, vinto dall’Adsp – rappresentata in tutte le sedi dall'avvocato Fulvio Mezzina del dipartimento legale interno dell'ente – cui ha fatto seguito lo sgombero dell’area di cantiere, assegnata poi il 17 dicembre 2019 al subentrante Consorzio Cantieri Riuniti del Mediterraneo.

Il tribunale di Brindisi

Ccrm aveva presentato un piano industriale e un piano occupazione (la cui parte preliminare era il riassorbimento dei 19 ex dipendenti Cbs – Damarin), che l’Autorità di Sistema portuale ha ritenuto validi. Proprio sulla presenza di una nuova società era fondata una delle opposizioni alla declaratoria di fallimento sollevata da Damarin Srl, secondo cui il credito da canoni arretrati di concessione demaniale vantato dall’Adsp nella sua istanza di fallimento sarebbe oggetto di espromissione – termine che indica la circostanza in cui un soggetto si assume il debito di un altro di fronte al creditore - da parte del Consorzio Cantieri Riuniti del Mediterraneo.

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Il Tribunale fallimentare (presidente Alfonso Pappalardo, Fausta Palazzo, Stefano Sales) ha dichiarato infondata tale eccezione perché l’espromissione, salvo accordo tra le parti, non libera il debitore originario, e in questo caso non vi sono mai stati accordi tra Damarin e Ccrm, anche se il nuovo soggetto subentrante si è impegnato a sanare con l’authority l’arretrato dei canoni. Considerando infine che l’attività d’azienda è ferma dal giorno dello sgombero, il tribunale ha ritenuto presumibile che il debitore non potrà far fronte alle proprie “cospicue obbligazioni”.

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