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Il Comune di Brindisi chiede 25 milioni di euro alla banca: "Pagamento stipendi"

Dal Monte dei Paschi anticipazione di cassa. Piano dei tagli in Consiglio il 31 dicembre, dall’università ai servizi sociali. Per il Natale 140mila euro

BRINDISI – Cammina con il fiato corto il Comune di Brindisi, costretto a fare i conti con poco ossigeno per la scarsa liquidità anche per il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Tanto che la Giunta è stata costretta a chiedere un’anticipazione di cassa di 25 milioni di euro al Monte dei Paschi di Siena.

L’anticipazione

Il municipio di Brindisi-4Gli assessori, lo scorso 19 dicembre, hanno condiviso la necessità evidenziata dal titolare della delega al Bilancio, Cristiano D’Errico, di “assicurare liquidità per garantire il pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e per l’assolvimento delle spese obbligatorie e degli impegni assunti nei confronti dei creditori”. Erano assenti Mauro Masiello e Dino Borri. Per questo è stata chiesta un’anticipazione pari al limite massimo consentito dal legislatore, “pari a 3/12 del totale delle entrate correnti” che, per il Comune di Brindisi, ammontano a 102.120.021,07 euro. La richiesta inoltrata alla banca è stata pari a 25.530.005,26 e comporterà il pagamento di interessi passivi, al tasso di 3,25 in aumento a quello della Bce. Ad oggi, il capitolo di bilancio per gli interessi passivi ha una copertura di 140mila euro.

 “Permane lo squilibrio complessivo causato da prevalentemente maggiori costi non finanziati e minori entrate che non verranno realizzate sino a termine esercizio”, ha scritto Simone Simeone il giorno successivo alla delibera. E ha invitato nuovamente i colleghi dirigenti a presentare le schede relative ai servizi da ridefinire per apportare tagli.

L’ultima parola spetta alla politica e per questo ci sarà la chiamata a raccolta l’ultimo giorno del 2019 per i consiglieri comunali di Brindisi: il 31 dicembre dovranno esprimersi sulla manovra economico-finanziaria, necessaria per apportare una serie di tagli finalizzati a superare, nei prossimi dieci anni, lo squilibrio stimato in 25 milioni di euro. Sforbiciate ai contributi per l’università, a quelli per i servizi sociali e scolastici.

L’ultimo Consiglio comunale

Facile prevedere che il confronto tra gli esponenti delle forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione assumerà toni piuttosto accesi in occasione della seduta last minute. Il 31 dicembre, infatti, è il termine ultimo entro il quale, stando alle disposizioni di legge, è possibile approvare il piano di riequilibrio che dovrà poi essere trasmesso alla Corte dei Conti e al ministero dell’Interno. A conti fatti, scade l’ultimo giorno dell’anno, il periodo di 90 giorni a far data dalla dichiarazione di squilibrio, approvata dal Consiglio.

Ad oggi, sul tavolo dell’assessore al Bilancio, Cristiano D’Errico, ci sono ipotesi di riduzione, risultato di confronti tra i dirigenti dei settori di Palazzo di città, dopo il campanello d’allarme più volte suonato dal responsabile dei Servizi finanziari.

I possibili tagli

Il primo taglio riguarda il contributo per l’università agli studi di Bari, con “interruzione della convenzione” e conseguente eliminazione della quota pari a 250mila euro. E’ ancora in atto il confronto sulla concessione a terzi dei cinque asili nido, con una contrazione della spesa nell’ordine di un milione di euro l’anno.

Sul tavolo delle ipotesi c’è anche l’eliminazione del servizio di scuolabus per gli alunni disabili con contestuale introduzione  di un contributo di cento euro su base mensile, durante i nove mesi della scuola. C’è, inoltre, la proposta di istituire il biglietto pari a un euro a corsa per la navetta che collega il parcheggio di via Spalato all’area delle Sciabiche.

I gettoni di presenza

Sarà ridotto anche il numero delle commissioni consiliari, con conseguente contrazione della spesa per i gettoni di presenza da riconoscere ai consiglieri comunali. Non si registrano altre proposte per contenere le spese della politica. Non è stato neppure considerata la cancellazione delle due figure che compongono lo staff del sindaco.

I costi per Natale

babbo natale luci 2019-2Nel frattempo, è stato approvato il preventivo delle spese per il Natale 2019 che, complessivamente ammonta a 139.778 euro. Per la casa di Babbo Natale allestita in piazza Vittoria dal 20 al 23 dicembre, da Venti & Venti, tremila euro; per Locomotive Jazz festival il 21 dicembre con Bomba o non bomba, 15mila euro; per la rassegna I suoni della devozione organizzati dall’Adriatic Music culture di Brindisi, dal 23 dicembre sino al 6 gennaio, cinquemila euro.

Nel calendario anche: un magico Natale, il 23 dicembre, organizzato da Altavilla in piazza Mercato, per quattromila euro; la Bottega dei giocattoli il 26 dicembre, su proposta di Fntv, 1.500 euro; il concerto di Silvia Salemi, il 27 dicembre, nella chiesa di San Paolo, cinquemila euro; The amazing art dal 27 al 29 dicembre nessun costo inserito; per la notte di capodanno, diecimila euro, per Thames river soul featuring Cleo Stewart, nella piazzetta Gianni D’Errico, organizzata da Fntv. E ancora: la Notte dei bambini il 5 gennaio, organizzata da Lab creation, costo pari a 2.500 euro e, infine, la discesa della befana il 6 gennaio dal tetto del Nuovo Teatro Verdi.

Nel prospetto dei costi ci sono, infine, le seguenti voci: sicurezza, quattromila euro; attività di promozione, seimila euro; palchi, service e gruppo elettrogeno 896 euro; agibilità con tecnico abilitato 3.600 euro; Siae 2.500; attività di coordinamento, incluso lavoro straordinario degli uffici competenti, tremila euro e, infine, luminarie 24.600 euro.

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