Contratto istituzionale di sviluppo per Brindisi: progetti per 340 milioni di euro

La Giunta ha definito sette obiettivi strategici da presentare alla presidenza del Consiglio dei ministri e a Invitalia: rigenerazione rioni Sant'Elia, Perrino, San Paolo, San Pietro e Commenda, ecologica, paesaggistica, economica e culturale e infrastrutture produttive e della conoscenza

BRINDISI – Progetti per 340 milioni di euro, racchiusi nel contratto istituzionale di sviluppo, da presentare direttamente a Palazzo Chigi per ottenere finanziamenti a stretto giro. Il Comune ha definito gli ambiti di azione del “Cis”, attraverso sette assi che partono dai quartieri rimasti ai margini, come i rioni San Paolo, San Pietro, Perrino, Sant'Elia e Commenda, per arrivare al contrasto alla povertà e alla promozione culturale e turistica.

rossi emiliano e lezzi-2

Gli obiettivi

Gli assi e gli obiettivi individuati dalla Giunta sono i seguenti: la rigenerazione urbana dei quartieri per migliorare la qualità di vita; la rigenerazione ecologica per la conservazione, il risparmio, la riproduzione delle risorse naturali e antropiche e il contenimento delle varie forme di inquinamento; la rigenerazione economica, sociale e culturale allo scopo di promuovere l’equità sociale con azioni in grado di favorire iniziative imprenditoriali e occupazionali; identità e attrattori per una gestione sostenibile a scopi culturali del patrimonio pubblici di pregio dismesso. E ancora: infrastrutture della conoscenza per promuovere il capitale umano e l’innovazione; infrastrutture produttive per favorire nuovi investimenti in settori strategici come la logistica e la manifattura e la rigenerazione paesaggistica e funzionale a scopo turistici.

Brindisi, uno scorcio della zona industriale

Città di transizione

Nella definizione degli interventi, l’Amministrazione ha definito Brindisi una “città in transizione”, poiché il modello di sviluppo economico risalente alla fine degli anni Cinquanta, inserito in quello più ampio dell’industrializzazione del Mezzogiorno, mostra “i suoi limiti”. Ci sono debolezze non solo sul piano economico, essendo evidenti quelle sociali e ambientali.  “Il territorio – si legge – venne costretto a unno sviluppo imposto dall’alto per adeguarlo alla sfida della grande industria”. Oggi la “comunità locale si confronta con una questione ecologica di matrice industriale di rilievo nazionale (il Sin)” e con “piccole e medie imprese dipendenti dalle grandi committenze in contrazione, che chiudono i cicli produttivi, facendo lievitare i dati sulla disoccupazione che colpisce circa un terzo della popolazione attiva”. Anche il “porto accusa i colpi della crisi”: negli ultimi due anni ha subito la perdita netta di circa un quarto del traffico merci.

“A Brindisi è marcatamente presente il fenomeno della povertà che coinvolge circa un quarto della popolazione residente”. Gli ultimi dati Istat disponibili, quelli relativi al 2018, indicano la città come la terza in Italia per povertà. Le maggiori criticità sociali si registrano nelle periferie, con rischio devianza giovanile esposta alla criminalità attiva nella droga, nel racket delle estorsioni e nel gioco d’azzardo. In questo quadro a tinte grigie e nere, una pennellata di colore arriva dal turismo che, negli ultimi anni, è “aumentato grazie alla collocazione geografica di Brindisi”, essendo la porta del Salento  e alla “rivalutazione di importanti identità storiche. Fatta questa premessa, la Giunta ha individuato i singoli settori di intervento.

Il rione San Paolo

Rigenerazione urbana: gli interventi nei quartieri

Per la rigenerazione urbana, l’Amministrazione punta sui quartieri Sant’Elia (6,5 milioni), Perrino, San Pietro e San  Paolo (quattro milioni) e Commenda (quattro milioni), oltre che sul nucleo antico della città (nove milioni e mezzo). In questo ambito sono inseriti la realizzazione del nuovo cavalcavia De Gasperi (13 milioni) e quella della bretella di collegamento alla frazione di Tuturano (nove milioni), più il recupero della contrada Betlemme (dieci milioni), e tutti gli interventi di urbanizzazione in contrada Masseriola (quattro milioni), funzionali al nuovo palazzetto dello sport, quelli per la riqualificazione dell’ex parco merci Fs in via Tor Pisana (15 milioni), dei vecchi uffici finanziari in via Bastioni (quattro). Complessivamente si arriva a 84 milioni di euro.

Parco del Cillarese pontili 1-2

Rigenerazione ecologica: la foresta urbana

La prima scommessa del Comune in questo ambito riguarda la realizzazione della foresta urbana orientale, per la quale è previsto un investimento di quasi 15 milioni di euro pensato su 800 ettari con 23mila querce, canneti e specie dunali costiere. Nello stesso ambito sono stati racchiusi: il progetto Green&Cool roof su edifici pubblici (10 milioni), corridoi ecologici (tre milioni), sistema di monitoraggio ambientale integrato (un milione e mezzo), messa in sicurezza del parco Cillarese e recupero ex Polveriera (cinque milioni). La somma complessiva supera quota 34 milioni.Brindisi, corso Umberto

Rigenerazione economica, sociale e culturale

Sotto la voce della rigenerazione economica, sociale e culturale, il Comune ha raggruppato interventi per un totale di 39 milioni di euro: misure di sostegno all’economia civile (tre milioni), sviluppo locale (stesso imposto), economia circolare (altri tre milioni), giovani per le periferie (un milione), job center (tre milioni), Brindisi Smart Lab (tre milioni) e ancora Brindisi porta d’Oriente (un milione), rivitalizzazione del commercio nel centro urbano con la previsioni di prestiti a tassi agevolati per l’avviso di attività (due milioni), piano scuole aperte con la messa in sicurezza degli edifici di proprietà comunale e progetti per hub di quartiere (un milione e mezzo), contrasto alla povertà (tre milioni) e housing sociale (12 milioni).

Il castello alfonsino e l'isola di S.Andrea

Identità e attrattori: dal castello alla facoltà di Medicina

In cima alla lista dei progetti per l’asse identità e attrattori, c’è la valorizzazione dell’area ex Collegio Tommaseo (20 milioni), a seguire quella del Castello Alfonsino e dell’opera a Corno (20 milioni) da integrare con il progetto per il giardino del porto previsto nella zona dell’ex deposito Catene sulla sponda del canale Pigonati, da finanziare con il patto per la Puglia, dell’ex cinema Di Giulio (due milioni). Il Comune, inoltre, pensa al recupero dell’ex istituto Marconi per realizzare il nuovo polo universitario (quattro milioni) con le facoltà di Medicina e Chirurgia, Farmacia, Economia e le Informativa e di destinare a studentato e mensa l’ex caserma Carafa D’Andria (quattro milioni). In questo asse rientrano, infine, gli interventi per la rifunzionalizzazione dell’ex capannone Montecatini (due milioni e mezzo). La sommatoria porta a 53 milioni.

Infrastrutture produttive: anche il centro del freddo

Per il potenziamento delle infrastrutture produttive, nel Cis sono stati inseriti: la realizzazione della piattaforma logistica integrata retroportuale (40 milioni), nuovo mercato ortofrutticolo (quattro milioni), centro logistico del freddo (dieci milioni) vale a dire magazzini per la conservazione di prodotti alimentari a  bassa temperatura, recupero ex carbonile per la logistica portuale (due milioni e 200mila), centro di ricerca sulla decarbonizzazione e sullo sviluppo sostenibile nella Cittadella della Ricerca (otto milioni e 800mila), parcheggio a raso a Costa Morena (un milione e 200mila). In totale, per questo asse, si rendono necessari finanziamenti per quasi 69 milioni di euro.

Rigenerazione paesaggistica e funzionale

Il punto di partenza per questa tipologia di intervento è la costa a Nord di Brindisi (venti milioni), difesa dell’erosione del litorale (25 milioni), potenziamento della circolare del mare (18milioni) e sono previste poi piste ciclabili nei rioni Commenda, Sana Chiara e Sant’Angelo per il collegamento con il centro (600 mila euro). Per l'intervento a difesa della costa dall'erosione, sono previste "58 dighe a scogliera distanziate sommerse lungo tutto il tratto": 25 tra Apani e Torre Rossa, in zona Giancola, 29 fra Torre Rossa e Punta Patedda e quattro nella zona Granchio Rosso.

La falesia brindisina, estremamente friabile

Nella relazione approvata dalla Giunta è stato precisato che il "quadro degli interventi" richiede la mobilitazione di altre risorse "oltre a quelle oggetto del Contratto istituzionale di sviluppo", in particolare 12,9 milioni di euro derivanti da progetti già candidati a finanziamenti per bandi e avvisi comunitari, nazionali e regionali.

La prossima fase è costituita dalla "traduzione in termini operativi delle linee strategiche attraverso la definizione, per ciascun intervento, di tempi e soggetti da coinvolgere", passaggio che porterà alla costituzione di una task force interna agli uffici di Palazzo di città allo scopo di assicurare il necessario coordinamento per velocizzare l'acquisizione delle risorse.

Confindustria Brindisi

Confidustria Brindisi ha trasnesso oggi al Comune "quattro tabelle informative di investimenti per un totale di 43,5 milioni di euro", dopo un confronto con le aziende associate, "che andrebbero inserite alla voce “investimenti produttivi” e che attengono all’economia circolare, al settore aerospaziale ed a quello metalmeccanico. "Si aggiungono a quelli già presentati ad Invitalia ai sensi della L.181/89 per n. 7, per un totale di circa 80 milioni di euro e nuova occupazione per un centinaio di unità", sottolineano il presidente, Patrick Marcucci, e il direttore, Angelo Guarini. "Confindustria Brindisi nell’auspicio che questi progetti si possano al più presto realizzare, ribadisce il proprio costante e determinato impegno, unitamente a quello degli altri stakeholder, nello sviluppo economico territoriale".

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