Comune di Brindisi in debito con Abaco per 233mila euro

La società di riscossione tributi nell’elenco dei 15 creditori dell’Ente: c’è anche l’ex sindaco Consales per spese legali sostenute per l’archiviazione dell’accusa di abuso d’ufficio. In vista del Consiglio, indiscrezioni su turbolenze in maggioranza

BRINDISI – E’ costretto a fare i conti con una serie di debiti fuori bilancio, il Comune di Brindisi, da approvare in Consiglio per procedere al pagamento. Nell’elenco dei creditori dell’Ente sono stati inseriti quindici nominativi: c’è l’Abaco, la società di riscossione dei tributi ancora in attesa del pagamento di oltre 230mila euro; ci sono i brindisini, privati cittadini, ai quali il giudice di pace ha riconosciuto il risarcimento dei danni conseguenti a cadute per insidie sulle strade e c’è anche l’ex sindaco Mimmo Consales, al quale spetta il rimborso di spese legale sostenute nel procedimento penale per abuso d’ufficio, archiviato per infondatezza della notizia di reato.

Consiglio comunale e indiscrezioni su turbolenze

I debiti ereditati dalle precedenti Amministrazioni saranno sottoposti al vaglio dei consiglieri in occasione della seduta delle Assise convocata il prossimo lunedì, 29 luglio 2019, con inizio previsto alle 9. Trattandosi di argomenti di natura economico-finanziaria, è richiesto il quorum qualificato e non già la maggioranza semplice. Il che apre a interrogativi sui numeri che, in politica, sono espressione della tenuta della coalizione di governo, perché il centrosinistra di Brindisi città il 20 giugno scorso ha dovuto fare i conti con l’assenza dall’Aula dei tre consiglieri eletti nella lista di Leu. Come si ricorderà Alessandro Antonino, Antonio Manfreda e Giuseppe Massaro non rimasero in Consiglio al momento dell’approvazione del rendiconto 2018, determinando il rinvio della seduta a causa della mancanza del numero legale. Se da un lato è vero che hanno confermato fiducia al sindaco Riccardo Rossi, resta il rapporto non sereno, per non dire conflittuale, con l’assessore al Bilancio Cristiano D’Errico.

Gli esponenti delle forze di minoranza, ovviamente, aspettano di vedere cosa succederà in Aula, pronti a cavalcare l’ondata di difficoltà del centrosinistra nel caso in cui dovesse arrivare in Assise. Indiscrezioni, intanto, riferiscono di riunioni di commissioni che negli ultimi giorni sarebbero state alquanto vivaci: protagonisti sarebbero stati alcuni consiglieri di maggioranza in atteggiamento critico rispetto all’operato della Giunta. Fino ad ora non c’è stata alcuna presa di posizione ufficiale.

Abaco

L’importo più consistente legato a debito extra bilancio, quindi ereditati, è quello chiesto dall’Abaco che resta titolare della riscossione dei tributi per conto dell’Amministrazione cittadina: 233.489, 41 euro, stando alle fatture presentate all’incasso con riferimento all’aggio previsto dal contratto in essere.

Ad aprire l’elenco dei debiti, ci sono quelli “derivanti da sentenze esecutive” del giudice di pace per 26.318,96 euro. Si tratta di pronunce con le quali è stato riconosciuto, in via definitiva, il diritto di alcuni cittadini a ottenere il pagamento del ristoro dei danni patiti in conseguenza di cadute a cause del manto stradale disconnesso.

Da riconoscere, stando all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio, anche i debiti vantati dall’associazione Arte e Musica per 2.244,80 euro, dalla cooperativa Il sogno di don Bosco per 4.650 euro, dall’Erario per 2.776,86. E ancora: dal consorzio di Torre Guaceto per un totale pari a 37.500 euro, dall’Anas per 6.593, 61, dalla società Enerambiente spa per 4.456,40 e da brindisini per i quali il giudice di pace ha annullato i verbali e/o le ingiunzioni di pagamento per violazione al Codice della Strada, per 2.083,16 euro (multe per i varchi delle zone a traffico limitato).

L’ex sindaco Consales

L’ultimo creditore della lista è Mimmo Consales, ex primo cittadino di Brindisi: ha diritto per legge alle spese che ha sostenuto nel procedimento penale per abuso d’ufficio, accusa archiviata a conclusione delle indagini nate con riferimento al riconoscimento di un importo di mille euro, a titolo di contributo, in favore di un’associazione sportiva. “Il fatto non sussiste”, ha stabilito il gip così come concluso dal pubblico ministero. Il Comune deve riconoscere a Consales, che ha sempre rivendicato la correttezza del suo operato anche in questa vicenda, la somma di 4.489,09 euro.

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