Quanto ci mette un laureato per guadagnare quanto un diplomato? Tanto

Una elaborazione de IlSole24Ore su dati Istat dei differenziali salariali del 2016. Brindisi in buona posizione

BRINDISI - Info Data, il data blog de IlSole24Ore, ha pubblicato oggi una elaborazione per rispondere alla domanda su quanti anni siano necessari in Italia per ripagare una laurea. In altre parole, quanti anni di lavoro occorrono a un laureato per raggiungere e superare il reddito accumulato nello stesso periodo di tempo da un diplomato. La media in Italia è poco più di 15 anni, considerando una laurea triennale: assumendo come riferimento i dati Istat relativi agli stipendi orari lordi dei lavoratori dipendenti nel 2016, e considerando il differenziale medio nazionale di 2.27 euro lordi l’ora a favore del laureato, ci vorrebbero 27mila ore per pareggiare i conti.

In questa particolare statistica la posizione della provincia di Brindisi è buona: siamo al 34° posto della graduatoria, in Puglia solo dopo Bari e più o meno allo stesso livello di Reggio Emilia, ma va detto che in questa elaborazione non si nota la solita, netta differenza tra Nord, Centro e Sud. Se la media nazionale si aggira attorno ai 15 anni, a Brindisi ce ne vorranno – dice Info Data – 23 e 5 mesi; a Bari 20 anni; a Taranto 24 anni e 10 mesi; a Lecce 25 anni e 8 mesi; nella Bat 29 anni e 6 mesi; a Foggia 37 anni e 2 mesi.

Il risultato migliore lo spunta Milano con 9 anni e 2 mesi, seguito da Roma con 9 anni e 8 mesi, Monza e Brianza 11 anni e 4 mesi, Trieste 11 anni e 5 mesi, Torino 13 anni e 9 mesi, Siena 14 anni e 6 mesi, Genova 14 anni e 9 mesi, Catania 15 anni e 10 mesi. Le ultime province sono Viterbo con 77 anni e 3 mesi, Imperia con 65 anni e 3 mesi, Campobasso con 56 anni e 9 mesi, Grosseto con 54 anni e 10 mesi, Potenza con 53 anni e 7 mesi, Nuoro con 50 anni e 3 mesi, Rimini con 50 anni e 2 mesi.

Bisogna tuttavia premettere, sottolinea giustamente Info Data, che la preparazione dei giovani, il loro arricchimento culturale, lo sviluppo delle loro capacità, sono elementi che non possono essere valutati solo in termini monetari. Inoltre, la risposta al quesito ha molte variabili: la differenza retributiva ancora insistente tra uomini e donne; il tipo di laurea, le opportunità di impresa, l’occupabilità di un laureato rispetto ad un diplomato, le possibilità di carriera, le spese di chi è fuori sede e le tasse universitarie, eccetera.

Infatti, la statistica proposta dalla data blog de IlSole24Ore si può anche modificare allungando il periodo degli studi universitari aggiungendo i due anni di laurea magistrale e il dottorato. E allora lo scenario cambia ancora. Noi abbiamo provato a portare a 5 anni (triennale più laurea specialistica) il periodo di studio, ed è venuto fuori questo: a Brindisi un laureato ci metterebbe 38 anni e 12 mesi di lavoro per pareggiare il reddito nel frattempo accumulato dal diplomato; a Bari 33 anni e 5 mesi; a Taranto 41 anni e 5 mesi; a Lecce 42 anni e 10 mesi; nella Bat 49 anni e 2 mesi; a Foggia 61 anni e 12 mesi.

Ma a Viterbo ben 128 anni e 9 mesi, mentre a Napoli 27 anni e 6 mesi, e a Palermo 26 anni e 8 mesi. A Milano 15 anni e 3 mesi, a Roma 16 anni e 2 mesi. Seguono in testa, nell’ordine, nuovamente Monza e Brianza, Trieste, Torino e Siena, poi Genova e Catania. In fondo, oltre a Viterbo, sempre Imperia, Campobasso, Grosseto, Potenza, Nuoro e Rimini.

Qual è il problema? Semplice: il differenziale di stipendio tra laureati e diplomati che in alcune province (secondo i dati Istat) è talmente stretto che per chi possiede una o due lauree non basterebbe a volte una vita per compensare il reddito con chi è entrato prima nel mondo del lavoro con un diploma. La soluzione? La risposta la può dare chiunque: per ora, e in attesa che gli scenari retributivi nel proprio territorio o città cambino, molti se ne vanno dove i salari sono più gratificanti. E come già detto, non sempre nel nostro caso basta lasciare il Sud.

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