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Autigno, estrazione biogas affidata a Multiservizi ed Energeko

Dopo decadenza contratto con Ati Elettrogas e Geoambiente: sei mesi, impegno di spesa pari a 150mila euro. Accertata sparizione del motore dell'impianto

BRINDISI – In attesa di trovare un nuovo gestore dell’impianto di estrazione del biogas della discarica di Autigno, il Comune ha affidato il servizio alle partecipate Multiservizi ed Energeko, a un passo dalla fusione per incorporazione. Sei mesi, eventualmente prorogabili, con impegno di spesa pari a 150mila euro.

La Giunta

francesco corvace-2L’affidamento è stato deliberato dalla Giunta dopo che l’Amministrazione è stata costretta a fare i conti con la pronuncia di decadenza del rapporto fiduciario e, quindi, del contratto  con l’Ati (associazione temporanea d’impresa) Elettrogas e Geoambiente scarl per la gestione ventennale del sistema integrato di estrazione del biogas con finalità di recupero energetico.

L’appalto con l’Ati  e gli inadempimenti contestati

 L’appalto risale al 22 marzo 2006, ma lo scorso 20 maggio il dirigente del settore Ecologia e Ambiente, Francesco Corvace, ha messo la parola fine dopo aver preso atto del “grave comportamento posto in essere dall’appaltatore” e ha attivato le procedure di escussione della polizza, allo scopo di “tutelare il Comune di Brindisi da possibili danni economici”. (Nella foto accanto Francesco Corvace)

 “Nel corso della concessione risultano in atti, in particolare dal mese di maggio 2017, ripetuti inadempimenti consistenti in unilaterali sospensione dell’attività”, ha scritto il dirigente. Tale situazione ha causato il “fermo dell’impianto, oltre a mancata custodia del sito, in ordine alla sicurezza degli impianti dismessi e alla prevenzione di rischio di incidenti, al monitoraggio delle emissioni diffuse nell’area e, più in generale, della zona della discarica oggetto della rete di captazione”.

Il Comune, stando agli atti, ha intimato l’Ati a procedere “senza indugio all’immediata messa in sicurezza del sito, al fine di scongiurare incidenti e pericoli per l’ambiente”. Ma “nessuna aziona è stata intrapresa”.

Il dissequestro di Autigno

L’Amministrazione, nel frattempo, ha ottenuto il dissequestro della discarica di Autigno (di sua proprietà), dopo i sigilli apposti nel 2015 per infiltrazioni nella falda. Nell’atto di revoca del sequestro, notificato a Palazzo di città il 18 dicembre 2018, è stato specificato in maniera espressa che la restituzione del sito è “condizionata al rispetto delle prescrizioni in ordine alla necessità di affidarne la gestione a impresa autorizzata che si faccia carico anche dell’estrazione del percolato, conferendo alla stessa o ad altra autorizzata, l’incarico di procedere alla captazione del biogas”.

La sparizione del motore

La discarica di Autigno 4-2Lo stesso dirigente, inoltre, ha ricordato che “l’ottemperanza a queste prescrizioni assolve a ineludibili necessità di carattere ambientali non procrastinabili”. Per questo l’Ente ha fatto recapitare all’Ati un’altra diffida per “riprendere, senza indugio, il proprio servizio nella discarica” riconoscendo due giorni di tempo, “pena la risoluzione contrattuale per grave inadempimento e per cessazione di pubblico servizio”. Ma niente da fare. Più esattamente, l’Ati ha risposto con una “sostanziale indisponibilità alla ripresa delle attività”.

Il sopralluogo ad Autigno ha accertato “l’assenza di elementi funzionali dell’impianto” e in particolare, “l’avvenuta sparizione del motore e l’assenza di opere di manutenzione per la funzionalità”. Il Comune, inoltre, ha scoperto anche che non c’è stato collaudo tecnico-amministrativo.

La necessità e l’urgenza

In un contesto del genere, “stante la straordinaria necessità e l’urgenza”, la Giunta ha deliberato di procedere alla individuazione di “un nuovo soggetto gestore per le attività di estrazione e sfruttamento dei pozzi per biogas presenti nella discarica di Autigno, sia per i lotti 3 e 4, oltre a prevedere che lo stesso esegua il revamping dell’allestimento della rete e dei sistemi impiantistici con finalità di recupero energetico anche le lotti 1 e 2”. Tutto questo mediante il ripristino del sistema di captazione del biogas già esistente, “anche per presidiare ulteriori emissioni che in futuro derivassero da ulteriori rifiuti abbancati”. Ciò consentirà al Comune di Brindisi di “beneficiare dello sfruttamento energetico di tali emissioni in forma controllata e correttamente gestita”.

A Palazzo di città è stata già chiesta all’Ager (l’agenzia territoriale della Regione Puglia per i rifiuti) l’individuazione del nuovo gestore, previa progettazione preliminare da mettere a gara, ma si è posto il problema di come procedere nell’attesa della comunicazione. Da qui l’affidamento a “società in house”, come “misura provvisionale e da inquadrare nell’ambito della messa in sicurezza del sito.

Le società partecipate

Giovanni Palasciano(1)-2Multiservizi ed Energeko, ad oggi amministrate da Giovanni Palasciano, hanno “dichiarato di potersi fare carico, ciascuna per le proprie incombenze, a quanto necessario per la gestione e custodia dell’impianto per dei mesi”. Multiservizi si occuperà, quindi, del servizio “con la collaborazione di Energeko per gli aspetti di collegamento elettrici ed energetici”. (Nella foto accanto Giovanni Palasciano, amministratore unico Multiservizi ed Energeko)

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