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Finanziaria cambia i tassi e riscuote il doppio: consumatore risarcito

L'utente è stato rimborsato di 5 mila euro dopo l'intervento dell'avvocato Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori

BRINDISI - Un consumatore nel 2005, con l’intenzione di acquistare una motocicletta, si era rivolto a una finanziaria e come spesso avviene, la società gli aveva messo a disposizione un’ulteriore linea di credito da poter utilizzare con carta di credito anche successivamente. Dopo aver estinto il prestito originario, il consumatore aveva attivato la carta di credito revolving e aveva ottenuto un prestito di ulteriori 4 mila euro erogati in unica soluzione, ma, dopo circa 5 anni, si era accorto di aver restituito il doppio. Il risparmiatore ha, così, deciso di far valere i propri diritti e la restituzione delle somme versate in eccesso. Risultato vano ogni tentativo di comporre bonariamente la controversia, il consumatore ha deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria ottenendo così giustizia. È stata, infatti, dichiarata la nullità parziale del prestito, in quanto la finanziaria ha applicato tassi diversi da quelli indicati nel mutuo iniziale (finalizzato all’acquisto di un bene) e non ha mai pattuito per iscritto l’ulteriore ammontare degli interessi previsti per il credito successivo.

Il tribunale ha statuito che " 'Le condizioni diverse', ai sensi dell’articolo 8 delle condizioni generali di contratto, avrebbero dovuto essere pattuite mediante sottoscrizione di un 'apposito modulo', che mai risulta essere stato sottoscritto e non è presente agli atti. Il che si risolve evidentemente in una nullità parziale del contratto ai sensi dell’articolo 117, comma 4 Tub, poiché non vengono pattuite in forma scritta le condizioni economiche applicabili al rapporto, oltre che in una violazione della forma convenzionale adottata espressamente dai contraenti per la futura conclusione di contratti, che si presume voluta a pena di invalidità".

"Dopo la sentenza – spiega l’avvocato Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori – dalla parte del consumatore – il tribunale ha rimesso la causa in istruttoria per stabilire il quantum del rimborso che il consumatore avrebbe dovuto ottenere, proponendo una conciliazione tra le parti. Tuttavia, la finanziaria è capitolata, senza procedere oltre col giudizio, rimborsando all’utente 5 mila euro. Purtroppo, è una vicenda non inusuale: le banche, le finanziarie e i cessionari dei crediti, soprattutto per la necessità di liquidare i crediti deteriorati, mettono in riscossione contratti che spesso presentano patologie".

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