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Il Gulliver moderno del gruppo Mòtumus per la regia di Maurizio Cicolella

La compagnia, che ha collaborato con Stefano Benni, con lo spettacolo “Nuda”, tratto da “Le Beatrici”, sta lavorando ad una nuova e importante produzione finanziata dalla Regione Puglia

Maurizio Cicolella

Un nuovo Gulliver, moderno, che spera in una vita migliore di quella che è abituato a masticare, è il protagonista della nuova produzione del Gruppo Mòtumus, scritta da Anna Piscopo, per la regia di Maurizio Ciccolella. Liberamente ispirato al romanzo di Jonathan Swift “Gulliver’s Travel” del 1726 lo spettacolo, dal titolo “Gulliver E di altri viaggi”, prende in prestito dal capolavoro dello scrittore inglese alcuni personaggi e il tema del viaggio. Sì perché il moderno Gulliver per fuggire dalla monotonia della sua vita decide di partire. La produzione di “Gulliver E di altri viaggi” con Maurizio Ciccolella e Marco Prete è cofinanziata dal “Programma Straordinario 2020 In Materia di Cultura e Spettacolo” Azione 3 della Regione Puglia ed ha vinto l’avviso “Custodiamo la Cultura in Puglia” emanato dal Teatro Pubblico Pugliese - Fondo Speciale per la Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40 art. 15 comma 3 - Investiamo nel vostro futuro.

In questo momento di stallo per lo spettacolo dal vivo a causa della pandemia e della chiusura dei teatri si continua a creare e produrre. E lo si fa mantenendo gli obiettivi culturali principali che il progetto aveva già alla sua origine: il rafforzamento della rete pubblico-privata instaurata con i partner, anche attraverso il contributo regionale; la produzione di uno spettacolo agile in grado di "occupare" luoghi alternativi al teatro, come ad esempio i porti della regione Puglia, luoghi non solo suggestivi di per sé ma che diventerebbero contenitori straordinari alla narrazione immaginata; la realizzazione di un allestimento innovativo, anche grazie all'ausilio della tecnologia multimediale.

“Questo periodo per noi è ed è stato particolarmente paradossale – spiega Maurizio Ciccolella, regista e attore principale dello spettacolo -. Abbiamo un’idea forte e i finanziamenti per realizzarla ma siamo costretti a sospendere per un tempo indefinito la concreta realizzazione. Lavorare nello spettacolo dal vivo significa abituarsi a lunghi periodi di attesa sia per motivi artistici sia per ragioni di mercato. Quando si produce infatti diverse sono le componenti necessarie a realizzare uno spettacolo e ciascuna richiede un periodo di lavoro intenso e non sempre tutte riescono a convergere su un risultato. Capita che a volte si abbia un’ottima idea, una squadra forte e motivata e non si abbiano le giuste risorse economiche. Col progetto Gulliver tutti gli elementi di fattibilità invece hanno trovato una convergenza ma ci troviamo ad affrontare una impossibilità oggettiva e generale, che invalida qualsiasi fattore interno alla produzione”.

Premesso che lo spettacolo dal vivo si distingue da tutte le altre forme di arte che prevedono un prodotto durevole nel tempo, infatti, per la compagnia risulta molto complesso lavorare senza una prospettiva chiara. “Un film lo produci una volta e resta disponibile nel tempo nella sua fisicità – prosegue Ciccolella -. Uno spettacolo, invece, coinvolge gli attori nel momento della sua esecuzione, nonché tutte le maestranze: ne consegue che da un lato la compagnia non può mantenere memoria dello spettacolo senza date certe di rappresentazione, dall’altra l’organizzazione di tutte le maestranze richiede un giusto tempo per una organizzazione efficace e professionale”.

Dunque, poiché la situazione è in continua evoluzione non è possibile iniziare a perfezionare il lavoro senza la certezza di poterlo portare in scena. “Allo stesso tempo viviamo il paradosso di dover impegnare concretamente i fondi che abbiamo ottenuto – aggiunge ancora Ciccolella a nome dell’intera produzione -. Stiamo quindi sperimentando un lavoro con tempi più diluiti, cercando di trarne i maggiori vantaggi possibili dall’approfondimento della materia che stiamo trattando, dalla realizzazione di un maggiore numero di prove e dallo studio del tema a più livelli per rendere il prodotto finale fruibile al più ampio pubblico possibile”.

E infatti, in questi mesi di lavoro la scrittura dello spettacolo ha beneficiato di numerose revisioni grazie alla collaborazione non solo della drammaturga, ma anche del gruppo di attori; così come il piano di regia ha seguito un iter di ideazione molto articolato. Ne beneficeranno, si spera il prima possibile, gli spettatori che, al pari degli attori e di tutte le maestranze teatrali, non vedono l’ora di poter tornare a sedere nei palchi e nelle platee di tutta Italia per assaporare piccoli momenti di gioia e di piacere che tanto mancano da oltre un anno.

La compagnia

La compagnia Mòtumus realizza produzioni teatrali dal 2002, occupandosi anche di formazione per attori attraverso la Scuola d'arte drammatica della Puglia Talìa. Fondata da attori pugliesi e diretta da Maurizio Ciccolella, diplomato presso la Scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano, ha realizzato spettacoli di vario genere, distribuiti su tutto il territorio nazionale con esperienze anche all’estero. Oltre venti spettacoli prodotti, di cui uno affidato alla regia di Alessandro Piva, dal titolo "L’attesa". La compagnia ha inoltre collaborato con Mariano Dammacco e Stefano Benni. L’ultima produzione, "Le isole sataniche", è stata realizzata con il sostegno del Mibact e Siae. La compagnia ha inoltre gestito diversi progetti culturali, tra cui una residenza teatrale internazionale co-diretta da Chris Torch; ha diretto la programmazione del Teatro Eden in Brindisi e due stagioni di eventi, rispettivamente un'estate e un natale, per il Comune di Brindisi. Tra le nuove attività in cantiere la compagnia sta lavorando alla produzione di un film, grazie alla vincita di un bando nazionale per l'audiovisivo.

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