Brindisi. L'associazione B&b Network chiede unità per combattere la crisi

Il presidente Albertini De Giorgio risponde a Federalberghi: "Poco produttiva la loro politica di denunce e proclami"

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Giuseppe Albertini De Giorgio, presidente dell'associazione "B&B Network Brindisi Salento" in risposta alla denuncia di Federalberghi Brindisi sui comportamenti scorretti di alcune strutture extralberghiere che, secondo alcune segnalazioni pervenute all'associazione degli albergatori, avrebbero continuato a rimanere aperti nonostante il decreto di chiusura.

"La nostra associazione di B&b Brindisi Salento ha contribuito alla realizzazione di un incontro virtuale in videoconferenza con altre 70 associazioni simili da Bolzano ad Agrigento che rappresentano diverse migliaia di strutture extralberghiere italiane al fine di elaborare un progetto di una grande federazione nazionale che possa, oltre a curare la formazione professionale degli operatori, affrontare con autorevolezza tutti i problemi derivanti da questa crisi, in particolare quelli della ripartenza in sicurezza e quelli dovuti al fatto che nei decreti tutte queste strutture  (B&b, case vacanze) sono state dimenticate. Così è avvenuto nell’allegato delle attività che possono riaprie del Dpcm del 26 aprile dove non compare il codice Ateco delle strutture extralberghiere ma solo quello degli 'alberghi e strutture simili', mentre una risposta ad una Faq pubblicata dal ministero dell’interno dice testualmente che 'alberghi e b&b possono proseguire la loro attività'.

Così come il numero verde regionale Covid afferma la stessa cosa, la Prefettura di Brindisi da me interpellata, dopo essersi consultata con il ministero dell’interno, definisce la norma 'di dubbia interpretazione, mancando il razionale di tenere aperti gli alberghi e chiusi i B&b e simili' e alcune regioni, per dirimere la questione, hanno emanato ordinanze di apertura per le strutture extralberghiere. Alla luce di tutto ciò, appare paradossale che Federalberghi si preoccupi che vi siano alcune non meglio identificate strutture extralberghiere aperte che esercitano una concorrenza sleale in una situazione nella quale, ad eccezione di qualche lavoratore autorizzato alla trasferta ospitato negli alberghi, a Brindisi da tempo non arriva più nessuno dall’Italia e dall’estero e le nostre strutture sono vuote. E’ facendo fronte unico che si affronta una pandemia. Ancora una volta la politica di Federalberghi, così come per l’abusivismo, fatta di denunce e proclami evitando la collaborazione con le altre strutture ricettive, si rivela poco produttiva".

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Giuseppe Albertini De Giorgio, presidente associazione "B&b Network Brindisi Salento"

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