“Laboratorio Brindisi”: in città master dell’università di Venezia

A febbraio, tre giorni di studio sul tema: Innovazione sociale si fa strategia pubblica. L’iniziativa organizzata con il Comune

BRINDISI – La città di Brindisi sarà argomento di studio del master organizzato dall’università di Venezia, in collaborazione con l’Amministrazione cittadina: alla fine del prossimo mese di febbraio, per tre giorni, docenti, tutor e studenti si confronteranno sul tema “Innovazione sociale si fa strategia pubblica: il Laboratorio Brindisi”.

Il master

Roberto Covolo-4-2Brindisi, per i prof dell’ateneo veneto, è diventata luogo di “sperimentazione” di una nuova strategia concepita per traghettare il capoluogo verso orizzonti non più semplicemente industriali, e per questo motivo è stata ritenuta meritevole di approfondimento diventando location per esaminare in presa diretta, sul campo, le politiche urbane seguite dal Comune e imbastite sull’innovazione economica e sociale, per superare i limiti di un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo.

A Brindisi si sono già dati appuntamento per il 20, 21 e 22 febbraio, per la quinta edizione del master U-Rise che forma “esperti in interventi di rigenerazione urbana capaci di ideare, progettare e gestire le molteplici dimensioni del cambiamento urbano da quello fisico a quello economico, sociale e culturale. A darne notizia, con un pizzico di orgoglio, è stato l’assessore alla Programmazione economica, Roberto Covolo: anche questa volta ha scelto la strada della comunicazione social, quella che passa dai post che scrive e pubblica sulla sua pagina Facebook.

“Il master U-Rise dello IUAV di Venezia a Brindisi”, ha scritto Covolo. “Per me, si tratta di uno degli spazi culturali e di apprendimento più interessanti in Italia: framework teorici, definizione di tecniche e strumenti attraverso il lavoro sul campo e laboratori, immersione nei contesti nazionali ed internazionali più rilevanti, laboratori intensivi di progettazione, ai quali ho avuto l'onore di contribuire negli scorsi anni”, si legge ancora sulla pagina dell’assessore.

“Per questo quando il professore Ezio Micelli mi ha contattato per portare a Brindisi uno dei moduli del master sono stato entusiasta: per 3 giorni, dal 20 al 22 febbraio 2020, tutta l'aula degli studenti si sposterà in città insieme ai docenti ed ai tutor per fare esperienza di campo dei contesti sociali, economici ed urbani della città e delle politiche pubbliche che stiamo provando a mettere in campo”.

Brindisi come un laboratorio

Dopo i contatti avviati nei mesi scorsi e proseguiti durante l’estate, Micelli sarà, quindi, a Brindisi. In attesa di vedere e toccare con mano la realtà brindisina, il docente ha già tratteggiato una descrizione della città: “Rappresenta oggi un caso emblematico di laboratorio di politiche urbane basate sull’innovazione economica e sociale”.

“La città di Brindisi attraversa una fase di profonda transizione”, ha spiegato nella presentazione del master, pubblicata sul sito internet dell’Ateneo. “Il modello di sviluppo che ha caratterizzato la città a partire dalla fine degli anni Cinquanta – inserito nel più ampio progetto dell’industrializzazione del Mezzogiorno – oggi mostra i suoi limiti economici, sociali, sanitari ed ambientali. La crisi del modello della monocoltura industriale generato dai grandi cambiamenti in atto – in primis delocalizzazione produttiva e decarbonizzazione – ha trascinato la città in una pesante empasse economica, sociale e demografica”, ha scritto sul sito. 

I segnali di cambiamento

Brindisi, sempre secondo il docente, ha tutti i presupposti per seguire una nuova rotta. “Tuttavia, in questo quadro critico, emergono segnali incoraggianti verso la diversificazione della base economica e sociale della città”, ha sottolineato. “Nuove vocazioni legate al turismo, alla manifattura sostenibile, alla rigenerazione dei quartieri, alla valorizzazione dei beni comuni, alla riscoperta dell’agricoltura e della relazione della città con il suo mare sono al centro di una nuova visione della città”.

“L’operazione evidenzia la voglia di superare una visione dell’innovazione sociale ed economica basata su eccellenze isolate e di promuovere una strategia capace di mobilitare le risorse della società con il sostegno delle istituzioni locali attraverso politiche dedicate”, è scritto sempre nella presentazione del master.

La strategia

Smart Lab palazzo Guerrieri-3“Unire le politiche per lo sviluppo, gli uffici dedicati alle risorse europee e le azioni per la rigenerazione del patrimonio abbandonato diviene così cruciale per una strategia che merita senz’altro di essere compresa e approfondita con attenzione, nella prospettiva più ampia di una nuova stagione di politiche per le città italiane, in particolare del Sud del Paese, alle prese con fenomeni di crescente abbandono”.

In questi termini, quindi, Brindisi potrebbe diventare un esempio da seguire per altre realtà dell’Italia meridionale, costrette a fare i conti una analoghe problematiche. Una realtà virtuosa, a dispetto dei deludenti risultati di rilevazioni su scala nazionale che si concludono con le classifiche in cui la città risulta fanalino di coda.

Palazzo Guerrieri

“Attraverso l’immersione in alcune iniziative avviate negli ultimi mesi, verranno presentate, discusse e problematizzate alcune di queste azioni a forte regia pubblica, con la disamina delle procedure utilizzate, gli impatti attesi e le prospettive”, ha scritto sempre Micelli. “Tra queste, il Laboratorio di Innovazione Urbana nato attorno alla riattivazione di Palazzo Guerrieri nel centro storico di Brindisi.

Al master avranno modo di partecipare: il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; l’assessore Roberto Covolo; il dirigente del settore Programmazione economica,  Gelsomina Macchitella e Davide Agazzi, Project manager del Comune di Brindisi.

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