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A difesa di un servizio pubblico essenziale, lavoratori Enel in sciopero

Nota a firma di Antonio Frattini, Filctem Cgil, Marco Bernanrdo, Flaei Cisl  Carlo Perrucci Uiltec Uil, in riferimento allo sciopero nazionale indetto dai lavoratori di Enel E-distribuzione per il 19 novembre

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Antonio Frattini, Filctem Cgil, Marco Bernanrdo, Flaei Cisl  Carlo Perrucci Uiltec Uil, in riferimento allo sciopero nazionale indetto dai lavoratori di Enel E-distribuzione per il 19 novembre, al quale aderiranno anche le sedi operative di Ostuni, Francavilla e Brindisi. 

Dopo oltre un mese di blocco del lavoro straordinario e di assemblee sindacali in tutte le sedi operative, Ostuni, Francavilla e Brindisi, il 19 novembre sarà sciopero delle prime 4 ore di lavoro in E-distribuzione, società del gruppo Enel con oltre 15 mila dipendenti che svolge l’esercizio della rete elettrica in concessione dallo Stato. I sindacati del comparto elettrico Filctec Cgil, Flaei Cisl,  Uil Tec Uil stanchi della situazione che da tempo stanno patendo i tanti lavoratori e visto il perdurare dell’indifferenza aziendale rispetto alle problematiche presenti, hanno deciso di scioperare, una scelta obbligata, non per avanzare richieste economiche, ma per difendere un servizio pubblico essenziale nell’interesse generale del Paese.

Il rischio è che scelte sbagliate, che nulla hanno di industriale, finiscano per favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del Paese. Nonostante la carenza di personale, i lavoratori e le lavoratrici di E-distribuzione si sono fatti carico di questo servizio essenziale, nel silenzio e nel disinteresse generale, in primis della politica. Questo non può perdurare.  Quantità elevate di ore straordinarie, turni di reperibilità estenuanti e ripetuti (a scapito anche della sicurezza sul lavoro), organici ridotti all’osso e mancanza di programmazione dei carichi di lavoro non sono più sostenibili.  In questi anni sono stati realizzati investimenti per l’automazione della rete elettrica, ma le crescenti penali che l’azienda paga testimoniano la necessità di adeguati investimenti nella costruzione di nuove reti e nella sostituzione/manutenzione di quelle esistenti per ridurre le interruzioni, aggravate anche dalle mutate condizioni climatiche.

Si dovrebbe cogliere questo momento per supportare di più l’economia italiana attraverso lo sviluppo di investimenti diretti da parte delle imprese del settore, un piano straordinario occupazionale e un insieme di interventi che facilitino l’impegno di risorse a vantaggio “del sistema Italia” a fronte anche di quanto indicato nel Pniec e da quanto tracciato dal Green New Deal. Per questo chiediamo: un sostanzioso numero di assunzioni per dare risposte concrete agli impegni aziendali; il mantenimento in azienda delle attività principali e il blocco dell’utilizzo eccessivo e non concordato degli appalti; un piano di investimenti che riporti l’Italia al centro dell’azione economica dell’azienda, nata e sostenuta da capitali italiani; la ripresa di confronti con ogni territorio per verificare, con dati veri, la reale situazione della reperibilità e dei carichi di lavoro; che la missione industriale di E-distribuzione rimanga quella di garantire un servizio essenziale al Paese, anche alla luce della transizione energetica in atto.

Le segreterie-coordinamenti territoriali di Brindisi

 Antonio Frattini, Filctem Cgil   

Marco Bernanrdo, Flaei Cisl    

Carlo Perrucci, Uiltec Uil

         

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