Brindisi. Secondo caso di positività nel 118, Cobas: "Tamponi a tutti"

Il sindacato, ancora una volta, segnala disparità di trattamento fra operatori e l'utilizzo di Dpi inadeguati

BRINDISI - Passano a due i casi di positività al Covid-19 tra gli operatori del 118 di Brindisi. Si tratta questa volta di un soccorritore volontario che, come fa sapere il segretario Cobas, Roberto Aprile, era andato via da lavoro lo scorso 6 aprile e solo oggi arriva la decisione di mettere in quarentena il personale con cui era stato in contatto.  "Questo volontario - continua Aprile - aveva partecipato al trasporto di un paziente il 31 marzo scorso, deceduto all' ospedale Perrino, il cui test, risultato positivo al Covid19, è arrivato solo oggi.  Quindi in tutti questi giorni i lavoratori coinvolti hanno continuato, tranquillamente, a lavorare e per giunta su più postazioni."

In tutta questa vicenda si inserisce, anche, la situazione del primo contagiato del 118, un infermiere, perchè solo oggi, come racconta Aprile, sono stati eseguiti i tamponi a tutti gli operatori del 118 che sono stati in contatto con lui. L'infermiere era in malattia dal 22 marzo scorso perchè aveva la febbre, il risultato del tampone è arrivato il 2 aprile. "Solo oggi, 9 aprile - continua il segretario Cobas - si è deciso di fare il tampone a chi è stato a stretto contatto con lui. Per questo voglio capire perchè non si da seguito alla circolare del ministero della salute dove è, chiaramente, indicato che in caso di contatto stretto di operatore sanitario con dpi non idonei, c'è la sospensione lavorativa, la segnalazione al dipartimento e l'isolamento domiciliare e l'esecuzione del tampone, se si presentano i sintomi o comunque al settimo giorno anche in assenza degli stessi? Perchè le disposizioni cambiano a seconda della Asl provinciale? 

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Roberto Aprile fa l'esempio di ciò che accade alla Asl di Bari dove gli operatori sanitari che escono con i soli filtranti facciali Ffp2 e guanti, senza la tuta monouso, in caso di trasporto di paziente sospetto vengono messi in isolamento attuando la circolare, "cosa che a Brindisi non accade. Purtroppo spesso capita di uscire per un evento per poi trovarsi su un caso sospetto senza aver indossato la tuta, in quanto non considerata essenziale dalla centrale in fase di allertamento. Per queste ragioni - conclude - chiediamo che si facciano tamponi a tutti e il rispetto della sudetta circolare per evitare, come già detto, un disastro."

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