Cozze sul banchetto abusivo. A una temperatura di 35 gradi

Sequestro effettuato a Brindisi dai carabinieri forestali e del Nas. I mitili sono stati distrutti: origine sconosciuta

BRINDISI – Sono finiti su un mezzo di Ecotecnica, per essere smaltiti come rifiuto, 25 chili di mitili sequestrati oggi 30 agosto in un quartiere di Brindisi nel corso di un servizio congiunto dei carabinieri forestali del capoluogo e del Nas di Taranto, assieme a un dirigente medico veterinario del Dipartimento Prevenzione della Asl brindisina.

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Le cozze erano poste in vendita in una piazza cittadina su un banchetto abusivo, e sono risultate del tutto sprovviste dei requisiti minimi previsti per le condizioni igienico-sanitarie. I mitili, come è noto, essendo destinati all’alimentazione umana vanno conservati in strutture idonee refrigerate, e devono essere accompagnati da certificazioni di filiera.

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Nel caso della partita sequestrata, le cozze erano esposte sulla pubblica via alle polveri, ai gas di scarico delle auto, in parte al sole in parte in una vasca in plastica sotto un ombrellone, con una temperatura esterna di 35 gradi. Il venditore non ha dichiarato la provenienza dei mitili ed era del tutto sprovvisto di qualsiasi certificazione attestante la regolarità fiscale e sanitaria.

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Il dirigente medico-veterinario della Asl, intervenuto a supporto dell’attività esperita dai militari, ha attestato che i prodotti ittici in questione, non ritenuti idonei al consumo umano per cattivo stato di conservazione, erano da destinarsi esclusivamente alla distruzione, il che è poi puntualmente avvenuto.

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Non è affatto raro che a Brindisi le cozze vendute su banchetti abusivi provengano dalle acque del porto o dai paraggi: chi le acquista espone se stesso e la propria famiglia a gravi rischi e non è il caso di cadere nel pietismo nei confronti di chi esercita tale attività abusiva ed illegale.

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