Lunedì, 27 Settembre 2021
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Difficoltà di accesso alla residenza "virtuale", la denuncia dello sportello migranti

Le associazioni chiedono alle parti coinvolte di stilare un'intesa che risolva la questione amministrativa

BRINDISI - Gravi violazioni, in primo luogo dei diritti costituzionalmente garantiti, commesse in danno di un indefinito, ma consistente numero di persone, per mancata iscrizione anagrafica. E' quanto denuncia lo sportello informativo migranti della comunità Africana di Brindisi e provincia, con la collaborazione di Anpi, Arci, Community Hub Brindisi - Aps, Aps Voci della Terra, che ha raccolto numerosi elementi su tali ingiustizie, nel corso dell'attività di supporto ai bisogni espressi dai cittadini extracomunitari. "L'assenza di residenza comporta, inevitabilmente, l'impossibilità di accedere ad alcuni servizi essenziali e, quindi, di poter godere di alcuni diritti fondamentali" - si legge in una nota delle associazioni - e per superare le oggettive limitazioni imposte dalla mancanza di una residenza e poter assicurare la tutela di quei diritti, molti Comuni hanno deliberato di istituire strade 'virtuali', da utilizzare per concedere la residenza anagrafica".

Il Comune di Brindisi lo ha fatto con la delibera numero 60 del 9 settembre 2014, dopo aver considerato “che la residenza anagrafica costituisce un diritto per il cittadino (anche extracomunitario n.d.r.) e un dovere per l'ufficiale di anagrafe”, peraltro con  espresso riferimento, nel medesimo testo, alla vigente normativa anagrafica e alla consolidata giurisprudenza in materia.

"Ebbene - scrivono le associazioni - se dal punto di vista formale i cittadini extracomunitari sembrerebbero pienamente tutelati, sul piano sostanziale il diritto non trova attuazione, e talvolta neppure riconoscimento. Pertanto, si è reso necessario l'avvio di un tavolo, tra lo sportello migranti e il Comune di Brindisi, per il superamento degli ostacoli che impediscano all'ufficio anagrafe del Comune di concedere la residenza anagrafica, nella strada 'virtuale' di via Francesco Fersini numero 1, di cui alla richiamata delibera. In occasione dell'ultimo incontro, il Comune ha rappresentato la necessità di un coinvolgimento della questura di Brindisi, per ragioni connesse ai tempi imposti dalla contingenza sanitaria, che, sebbene motivata, potrebbe procrastinare sine die l'auspicata definizione della questione".


 

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