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Demolizione di opere abusive, 300 mila euro tra fondi statali e comunali

Si tratta di un lido abusivo, un rudere di fronte all’ospedale Perrino e opere realizzate su area a rischio idrogeologico

BRINDISI - Il governo, con decreto del 9 dicembre 2020 del ministero delle infrastrutture e trasporti, ha messo a disposizione dei Comuni fondi per la demolizione di opere abusive. La candidatura del Comune di Brindisi all’avviso del Mit è stata disposta nell’autunno scorso con delibera di giunta comunale numero 352/2020: venivano richieste 150mila euro per l’abbattimento di un lido abusivo, un rudere di fronte all’ospedale Perrino e opere realizzate su area a rischio idrogeologico. Le opere candidabili, infatti, erano quelle connesse ad interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire (articolo 31 del dpr 6 giugno 2001, numero 380), per i quali era stato adottato un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione non eseguito nei termini stabiliti.

In particolare, l’avviso del Mit stabiliva priorità in relazione agli abusi riguardanti edifici o ampliamenti edilizi con volumetrie pari o superiori a 450 metri cubi, insistenti su specifiche aree (aree demaniali o di proprietà di altri enti pubblici; aree a rischio idrogeologico; aree sismiche; aree sottoposte a tutela paesaggistica e/o ambientale). Sulla base dei criteri del Mit, tra l’altro coincidenti con quelli già forniti
dall’amministrazione comunale con la deliberazione commissariale numero 212/2018, la giunta ha individuato 3 immobili da demolire:
opere abusive realizzate su area di proprietà pubblica (Asl Br) nei pressi dell’ospedale Perrino; opere abusive realizzate su area ad elevato rischio idrogeologico-Canale Patri; opere abusive realizzate su area in parte demaniale, in parte agricola lungo la Costa Nord, sottoposta a tutela paesaggistica (lido abusivo).

Il Comune di Brindisi procederà alla previa acquisizione gratuita al patrimonio demaniale delle aree oggetto di intervento, quindi alla progettazione esecutiva e all’affidamento dei lavori di ripristino dello stato dei luoghi. La restante quota, pari ad ulteriori 150mila euro, è già stata impegnata sul bilancio dell’ente, nei capitoli relativi alle sanzioni pecuniarie comminate ai sensi dell’articolo 31 comma 4bis del dpr 380/01 per i casi di inottemperanza agli ordini di demolizione impartiti dal settore urbanistica comunale. La lotta all’abusivismo, connessa alla difesa del suolo, alla tutela dei beni paesaggistici e culturali, alla salvaguardia dei beni pubblici, è uno degli asset del settore urbanistica, ed anche uno strumento di pianificazione e riordino del territorio, mediante il ripristino dei luoghi e della legittimità violata.

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