Versalis al Tar contro Comune di Brindisi, Regione e Arpa

La società chiede annullamento del rapporto di valutazione del danno sanitario e del regolamento regionale su tutela salute e su emissioni industriali in aree a elevato rischio ambientale

BRINDISI – La spa Versalis ha presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento di una serie di atti prodotti dalla Regione Puglia, dall’Arpa e dal Comune di Brindisi, per regolare le emissioni dello stabilimento che ha sede nella zona industriale, dopo le ripetute sfiammate della torcia che portarono l'Amministrazione cittadina a chiedere al ministero dell'Ambiente la revisione dell'Aia.

Il ricorso

Sfiammata torcia Eni Versalis 3-2La società ha impugnato il rapporto di valutazione del danno sanitario nell’area di Brindisi, ai sensi della legge regionale 21 del 2012, con riferimento allo “scenario emissivo Aia (autorizzazione integrata ambientale”, a cura dell’Arpa Puglia e della Asl, relativo al mese di febbraio 2019; il report degli esiti analitici dei microinquinanti organici nelle deposizioni atmosferiche totali misurate in provincia di Brindisi, sempre dai funzionari dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel periodo compreso fra il 24 gennaio 2013 e il 23 gennaio 2017 e la valutazione dello stato di qualità dell’aria sulla Regione Puglia, con focus sul Salento, nell’anno 2016, quest’ultimo a cura del Centro regionale aria (Cra).

Il Comune di Brindisi

Il ricorso pende davanti ai giudizi amministrativi della sezione di Bari e riguarda anche il regolamento regionale numero 24 del 3 ottobre 2012, avente ad oggetto le “linee guida per l’attuazione delle norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale”. Le ragioni alla base dell’azione saranno discusse dall’avvocato Stefano Grassi, del foro di Firenze, uno dei legali della spa che ha sede a San Donato Milanese.

Si tratta di una serie di documenti che l’Arpa Puglia ha allegato alla nota dello scorso marzo 2019, relativa ai limiti massimi delle emissioni per lo stabilimento di Brindisi. Copia del ricorso è stato notificato nei giorni scorsi a Palazzo di città ed è stato sottoposto al vaglio della Giunta, su proposta dell’assessore al Contenzioso, Mauro Masiello, dopo aver consultato i dirigenti del settore Ambiente e Igiene Urbana. L’Amministrazione sarà rappresentata in giudizio dagli avvocati interni Emanuela Guarino e Monica Canepa.

Le sfiammate e la diffida

Il Comune, lo scorso mese di ottobre, diffidò Versalis, con provvedimento firmato dal sindaco Riccardo Rossi e successivamente il primo cittadino chiese di riesaminare l’Aia rilasciata alla società, dopo diverse accensioni della torcia sottolineando la necessità di contenere le sfiammate attraverso l’adozione di misure strutturali adeguate. “

"L’Arpa  ha potuto direttamente constatare e testimoniare il malfunzionamento dei sensori di misura della pressione e il blocco del misuratore di portata del gas in torcia, parametri indispensabili per verificare la correttezza metodologica delle operazione”, si legge nella diffida.  Versalis avrebbe “disatteso la specifica prescrizione Aia sull’impianto e sui collettori delle torce, che ne dispone l’utilizzo solo in situazioni di emergenza e/o nelle fasi di avvio/spegnimento degli impianti, senza generare fumo visibile”.

La richiesta di revisione dell’Aia

Diffida Versalis-2La società rispose nei tempi, fornendo la propria ricostruzione delle ragioni alla base delle sfiammate, ma il Comune di Brindisi non ritenne rassicuranti quelle motivazioni e per questo Rossi, l’8 novembre 2018, si rivolse direttamente al ministero per ottenere una revisione dell’autorizzazione integrata ambientale.

Le motivazioni dell'istanza derivano dalla necessità di provvedere a nuove e diverse configurazioni impiantistiche tali da conseguire l'allineamento alle Bat (Best available technologies, le migliori tecnologie disponibili) di settore, nonché a limitare, con ogni opportuno adempimento, gli eventi emissivi incontrollati che si sono susseguiti fin qui con una frequenza troppo elevata”.

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Nella nota, il sindaco evidenziò che eventi di quel tipo“possono concorrere a determinare sia l'aggravamento delle due procedure di infrazione comunitaria sulle emissioni climalteranti che riguardano l'Italia, sia un potenziale danno sanitario a carico della popolazione esposta, peraltro già evidenziato dallo Studio di Coorte del professor Francesco Forastiere nell'ambito del Progetto Centro Salute e Ambiente”.

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