Un brindisino nell'epicentro del virus: "Ho paura, spero passi in fretta"

Un lettore che vive a Bergamo ha voluto inviarci un suo "sfogo" per la situazione che sta vivendo nella provincia più colpita dai contagi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un ragazzo di Brindisi ma trasferito a Bergamo da alcuni anni per motivi di lavoro. Rispettiamo la sua richiesta di non comparire ma accogliamo il suo sfogo di emigrato dalla nostra terra che si trova, ora, ad affrontare insieme a tutti noi un momento difficile soprattutto, rimanendo per ragioni di lavoro a Bergamo che è la provincia di più colpita dal contagio di Covid-19.

"Redazione,

butto giù due righe, senza neanche troppa attesa che qualcuno le legga, lo faccio solo per sfogarmi un po'. Forse hanno ragione quelli che dicono che sfogarsi con sconosciuti sia più facile, o forse non voglio angosciare più del dovuto i miei parenti, e d'altronde non ho più molta gente a cui scrivere nel momento del bisogno.

Da due anni vivo e lavoro a Bergamo, la provincia con il più alto numero di contagiati di tutta Italia. Non è un bel periodo per nessuno purtroppo, ma qui è davvero triste. Ho passato anch'io il mio momento di paura, arrivi a disperarti. Ti disperi perché il termometro dice 39.5, perché avverti così caldo che non senti più aria che scende nei polmoni, perché non riesci a chiudere occhio per la tua compagna che di notte ha una tosse che proprio non si vuole fermare, perché ti hanno detto che in pronto soccorso non puoi andarci, che devi chiamare il 112.

E tu chiami, ma sei nell'epicentro del caos dove chiamano tutti e non c'è abbastanza gente ai telefoni per rispondere. E quindi aspetti. Ma niente. Non c'è rassicurazione che tenga perché stai male davvero e ti convinci di essere uno di quelli a cui toccherà combattere per uscirne.

Vedo che a Brindisi il messaggio è arrivato, lo spero per la mia città. Io credo e mi auguro di esserne uscito. Probabilmente sono una di quelle persone nelle quali il virus ha fatto il suo corso senza portare complicazioni. Non è così per tutti purtroppo. E ora sono qui, in pausa dal mio lavoro aspettando che il mio turno finisca. Mi piace pensare che faccio il mio lavoro anche solo per una persona che magari deve andare a lavorare in ospedale, per aiutare qualcuno.

Sono giorni in cui meno sei fuori di casa più al sicuro ti senti, dato che quando sei per strada vedi solo pattuglie e ambulanze. Ne sfreccia una ogni dieci minuti sotto casa. Dopo le 18 il nulla. Il silenzio più totale, cose che hai visto solo nei film prima. Silenzio che paradossalmente speri non venga rotto dall'ennesimo suono di sirena. Ma sfortunatamente è ancora troppo presto per tornare alla normalità.

Spero stiate tutti bene. E spero passi in fretta. Mai come in questo momento avrei voluto una casa col giardino, magari con uno scorcio di mare in vista, come alcune villette del Casale.

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Mi manca Brindisi. Vi saluto."

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