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Capitale della cultura, svolta l'audizione di Mesagne: ecco il punto di forza della candidatura

Di seguito il racconto approfondito dell'audizione svolta con il Ministero della Cultura, ed appena terminata. Cos'è "la leggenda dell'uomo perduto" su cui ruota il progetto?

MESAGNE - Si è appena conclusa l'audizione del Comune di Mesagne, svolta presso il Castello Normanno Svevo della città, in riferimento alla sua candidatura a capitale italiana della cultura 2024.

L'evento si è tenuto in video-conferenza con i rappresentanti del Mic. Ad illustrare la città alla Commisione, la project manager Simonetta Dellomonaco. Presenti anche il sindaco Antonio Matarrelli, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il direttore del Dipartimento economia della cultura e del turismo Aldo Patruno, il direttore del Dipartimento sviluppo economico Giannalasia Berlingeri, il rettore dell'Università del Salento Fabio Pollice, il professore Elio Borgonovio ordinario di economia e management della Bocconi e membro del comitato scientifico del progetto.

La storia di Mesagne

"Mesagne ha 3000 anni di storia, con molte testimonianze ed una vicenda di riscatto recente. - Afferma il sindaco - Nella seconda metà degli anni '80, infatti, qui nacque la sacra corona unita. - Continua - Dopo aver vinto una battaglia che appariva impossibile, ora la città conta 115 associazioni, e ben 7 beni immobili confiscati alla mafia".

"Mesagne è una città di storia e di storie. - Interviene Simonetta Dellomonaco" - I Messapi hanno lasciato le loro preziose vestigia, e Roma l'ha utilizzata come stazione terminale della Via Appia. Poi sono venuti i monaci basiliani in fuga dalla Turchia, e da questo momento si sono intensificati i rapporti con Bisanzio".

"Di notevole rilevanza anche storia Aragonese - prosegue la Dellomonaco - che ha legato Mesagne ai porti di Guaceto e Brindisi. Nel '500 la configurazione a forma di cuore del centro storico, ancora oggi punto nevralgico della città, ha poi dato il via alla diffusione del Barocco".

"Il '900, come anticipato, è stato purtroppo il tempo della malavita. Non si poteva uscire di casa, mi ricordo benissimo - confida la project manager - La gente che è andata via poi è tornata, perché qualcosa stava cambiando. Negli anni '90 un gruppo di prestigiosi sindaci e magistrati hanno contribuito a liberare il territorio dall'oppressione mafiosa. E a pensare che negli anni '80 il centro storico di Mesagne stava per essere raso al suolo, perché pericolante". 

Il concetto dell'umano

Il punto focale su cui preme il Comitato promotore del progetto Mesagne 2024, è il riscatto umano. Così come "la leggenda dell'uomo perduto" narra la storia di un individuo che si rigenera e che ha la capacità di meravigliarsi e di meravigliare, allo stesso modo le realtà territoriali possono splendere. Il progetto ha l'ambizione di diventare un modello repricabile fatto da azioni consequenziali e con vari livelli di intervento: 

1. Riscattare l'umano, stabilendo un nuovo patto sociale chiamato con il termine Fill the gap (riempi il vuoto).

2. Rigenerare l'umano, facendo tesoro dei quasi 20 anni trascorsi in cui c'è stata la rigenerazione urbana. Mancava quella della campagna: nasce così l'idea di "campagna senziente".

3. Ricordarsi di sé: la memoria diventa generativa e va conservata; va fatta camminare sulle gambe delle città.

4. Raccontare: è compito di tutti gli artisti coinvolti nel progetto di candidatura.

Domande della Commissione ministeriale

1. La prima domanda ha interessato la sostenibilità del piano di investimenti, dal valore complessivo di 15 milioni di euro. Simonetta Dellomonaco, in sostanza, ha risposto che la candidatura garantisce tutte le comperture necessarie per il progetto.

2. I commissari hanno chiesto chiarimenti sulla gestione della comunicazione. "Anche in questo caso la parola chiave è innovazione - afferma Simonetta Dellomonaco - La candidatura rientra nel piano di progettualità strategica della Regione Puglia. L'idea è quella di creare un brand turistico chiamato Appia life style, gestito dall'agenzia regionale Puglia promozione".

3. Altro quesito ha riguardato il tipo di modelli in materia di Fondazione di Comunità. Ha risposto il professor Elio Borgonovi, dicendo che ci si è basati su quello del novarese, il più grande d'Italia. Sistema snello ma che crea la sinergia dell'innovazione sociale. Elemento già sperimentato, tanto che in Italia ce ne sono 50. I componenti dei consigli di amministrazione andranno dalle 11 alle 15 unità. 

La Conferenza si è conclusa con le considerazioni dei presenti ed in particolare con quella del presidente della Regione Emiliano: "Mesagne rappresenta la Puglia intera, quello che accade qui è la rivoluzione che la regione ha ottenuto tramite il recupero della nostra identità e l'innesto di un tasso di innovazione economica e culturale". 

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