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Cpr di Restinco, associazioni chiedono un confronto con la Prefettura

Di seguito la lettera inviata da numerose associazioni del territorio, riferita alla richiesta di visionare la documentazione sulla gestione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da alcune associazioni del territorio, riferita alla richiesta - fatta pervenire tempo fa alla Prefettura di Brindisi - di visionare la documentazione relativa alla gestione del Cpr di Restinco, e mai soddisfatta. 

Le associazioni sono le seguenti: Odv Mesagne Bene Comune, Emergency Gruppo Territoriale Provincia di Brindisi, Cobas Brindisi, Anpi Brindisi, Comunità africana Brindisi e provincia, Scuola senza Confini, Penny Wirton Bari OdV, Cgill Brindisi, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Associazione Compagni di strada, Associazione Migrantes Brindisi, Periplo Odv, Associazione Origens Ets, Circolo Arci Community Hub Aps Brindisi, Gruppo Educhiamoci alla Pace, Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti-Presidio di Bari, Asgi Associazione Studi Giuridici Immigrazione, Associazione Voci della Terra, Gris Puglia, Libera Puglia, La Collettiva TransFemminista Queer Brindisi, Vito Totire per la Rete Europea per l’ecologia sociale Bologna, Associazione Salute Pubblica Brindisi, Coordinamento Provinciale Libera Brindisi, Associazione Gruppo Lavoro Rifugiati Bari, Arci Brindisi, Mai più Lager, No ai Cpr, LasciateCIEntrare, Cir Consiglio Italiano per i Rifugiati, Associazione Cittadini del Mondo Aps, Associazione Camera a Sud Lecce, Brindisi Bene Comune, Gruppo Educhiamoci alla Pace Odv, Le Veglie contro le morti in mare, LeA , Liberamente e Apertamente.

Risale al 20 dicembre 2022 la prima richiesta di poter visionare la documentazione relativa alla gestione del Cpr di Restinco. In quella data circa 30 associazioni del territorio chiedono di visionare nello specifico i verbali della Prefettura redatti a seguito dei controlli periodici effettuati per verificare la regolare esecuzione del contratto, nonché il regolamento interno del Cpr e la Carta dei diritti e dei doveri in tutte le lingue in cui questi documenti sono tradotti, le relazioni della Asl competente alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dei locali, la qualità dell’assistenza sanitaria offerta, la conservazione, manipolazione, preparazione e somministrazione dei pasti.

A quella prima richiesta fa seguito il 2 gennaio 2023 un incontro in Prefettura con una delegazione rappresentativa delle associazioni aderenti. In questa occasione emergono informazioni sconfortanti: la più grave è la presenza di sedicenti minori trattenuti presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio “in assenza di posti per i minori presso le comunità educative o i Sai dedicati ai minori stranieri non accompagnati”.

La delegazione viene informata che non è possibile visionare la documentazione richiesta perché la Prefettura aveva chiesto l'autorizzazione al Ministero dell'Interno e attendeva un riscontro. Le associazioni inviano altre richieste e solleciti il 30 gennaio 2023 e il 13 febbraio 2023, quest’ultima riscontrata dalla Prefettura informando le associazioni che era stato interessato il Ministero dell’Interno e che si faceva riserva di comunicazioni. L’ultima richiesta è trasmessa alla Prefettura di Brindisi in data 8 marzo, e inoltrata per conoscenza ai garanti provinciali e regionali per i diritti delle persone private della libertà personale.

Dalla prima richiesta inviata ad oggi sono trascorsi più di tre mesi e le associazioni richiedenti non hanno potuto visionare alcun documento. 

“Chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico” così recita il comma 2 dell’art. 5 del d.lgs. 33/2013 e a questa disposizione di legge le associazioni si appellano per chiedere che venga garantito il loro diritto ad essere informati e l’obbligo per chi amministra risorse pubbliche a fornire le informazioni richieste.

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