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"E' ora di affiancare la coltura idroponica a quella tradizionale del territorio che va rilanciata"

Caro energia e agricoltura, nota di Antonio Macchia e Cosimo Della Porta, rispettivamente segretario generale e segretario generale Flai-Cgil Brindisi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo nota a firma di Antonio Macchia e Cosimo Della Porta, rispettivamente segretario generale e segretario generale Flai-Cgil Brindisi, sul caro energia.

I rincari esorbitanti dell'energia, che rischiano di mandare sul lastrico migliaia di famiglie e a gambe all'aria migliaia di imprese, impongono una riflessione seria sull'argomento a cominciare da comparti fondamentali per la nostra economia come il settore primario. L'aumento spropositato dei costi, se da un lato deve spingerci a ripensare urgentemente la ricerca di forme sostenibili di energia – non solo energie pulite, ma anche a costi accettabili -, dall'altro deve imporci a ripensare i sistemi produttivi affiancando alle forme
tradizionali, metodi innovativi che vadano nell'ottica dei risparmi energetici, della qualità delle produzioni e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Scartando le energie derivate da fonti fossili ormai al bando e il nucleare (che è tutt'altro che un'energia pulita basti solo pensare al problema mai risolto delle scorie radioattive), bisognerebbe puntare su ciò che abbiamo già in abbondanza: solare, eolico e nuove forme di produzione come quella derivante dall'uso dell'idrogeno verde. E' in quest'ottica innovativa che Cgil e Flai Cgil di Brindisi tornano a sostenere in maniera sempre più convinta, per quanto attiene il settore primario, lo sfruttamento della coltivazione in "Serra Idroponica". Si tratta di una tecnica innovativa di coltivazione cosiddetta "fuori suolo" ovvero di coltivazione senza terra.

L'idea l'avevamo lanciata anni addietro pensando al riutilizzo di una parte dei 400 ettari contaminati, che devono essere portati a urgente bonifica, a ridosso della centrale termoelettrica Federico II di Cerano, non più utilizzabili dall’agricoltura tradizionale. Questa tecnica è una delle innovazioni importanti che se applicata alla nostra agricoltura, affiancandola alla valorizzazione delle nostre coltivazioni tradizionali – ulivo, vite, carciofi, pomodori, ortaggi, frutta – potrebbe avere benefici effetti anche sui costi di produzione e della qualità del prodotto, ma anche sulla creazione di nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali nel campo dell'agricoltura. Trattandosi di una tecnologia innovativa, con coltivazione in serra, consente un minor consumo d'acqua e di energia e si sviluppa nell'ottica della sostenibilità ambientale.

Inoltre, consente un reale sviluppo alternativo da affiancare alle tecniche dell'agricoltura tradizionale che permetterebbe anche lo sviluppo di nuove professionalità, in particolare tra i giovani e i braccianti agricoli i
quali troverebbero anche maggiori stimoli lavorando in loco anziché alimentare la lunga schiera di lavoratori che si reca nel resto della Puglia o nel Metapontino in quei viaggi massacranti a bordo di mezzi di fortuna che, non in rari casi, si traducono in "viaggi della morte" di cui sono pieni gli annali. Ripensare la nostra agricoltura in una ottica innovativa, alla luce dell'emergenza dell'aumento dei costi energetici è una sfida che Flai e Cgil Brindisi intendono affrontare con determinazione con il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli.

Le risorse per avviare una svolta in questo settore fondamentale per la vita del Paese e dello stesso territorio ci sono. Basti pensare alle risorse legate al Next Generation Eu per creare un futuro sostenibile
anche nell’agricoltura. Basti guardare al capitolo del piano del Recovery Fund destinato al Feasr (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), un piano già attivo dal 2014 al 2020, ma che è stato nettamente potenziato per il 2021-2027 con ulteriori 18 miliardi di euro, anche in virtù del Piano Agricolo Comune (Pac)
Europeo. Siamo di fronte ad un periodo della storia complesso in cui l'innovazione e una visione per il futuro sono fondamentali per uscire dalla crisi che altrimenti rischia di paralizzare interi settori.

E non possiamo permetterci di perdere il settore primario. L'agricoltura è stata e rappresenta una delle nostre più grandi risorse, siamo pronti a cogliere la sfida del cambiamento? Cgil e Flai si.

Antonio Macchia e Cosimo Della Porta, segretario generale e segretario generale Cgil Brindisi e Flai-Cgil Brindisi

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