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Cani e Covid: la storia di Luna e del suo speciale “dog sitter”

Mimmo Arganese, ammalatosi di Coronavirus a marzo, ha risposto all’appello dei proprietari della cucciola di Maremmano, bloccati in quarantena

CEGLIE MESSAPICA – In questo momento di emergenza, non sono solo le persone più fragili ad aver bisogno di aiuto.  Anche gli animali domestici a loro modo subiscono le conseguenze del Coronavirus. È quello che è successo a Luna, cucciola di Maremmano di appena otto mesi e 50 chilogrammi di tenerezza, i cui proprietari, un intero nucleo familiare di Ceglie Messapica, è risultato positivo al Covid-19 e in isolamento domiciliare da circa due settimane. Luna, che viveva in simbiosi con i suoi padroni, si è trovata, suo malgrado, confinata nelle quattro mura del garage. A venire in suo soccorso ci ha pensato Mimmo Arganese, operatore sanitario, che il Covid lo ha vissuto in prima persona nella prima fase della pandemia.

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“I proprietari di Luna hanno lanciato un appello su Facebook appena saputo della loro positività – spiega Mimmo – e non ho esitato un attimo a rispondere alla loro richiesta di aiuto. All’inizio non è stato semplice perché Luna era diffidente poi piano piano si è lasciata avvicinare. Le porto da mangiare, la pulisco, la faccio giocare, cerco di non farle sentire il peso della mancanza dell’affetto dei suoi proprietari ai quali auguro di rimettersi presto con tutto il cuore perché so cosa significa essere ‘attraversati’ da questo virus. Le sue conseguenze, almeno per la mia esperienza personale, sono devastanti. Nonostante siano passati nove mesi, le mie condizioni di salute non sono migliorate e per questo non posso, nemmeno, tornare a lavoro”.

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Mimmo Arganese ha vissuto 46 giorni di isolamento, chiuso in casa, lontano dalla moglie Antonella, da parenti e amici, curato dal suo medico di famiglia e da una cara amica dottoressa. A fargli compagnia, davanti al portone della sua casa a pochi passi dalla centralissima piazza Plebiscito, la banda del cuore, Willy, Bobby e Jimmy, tre cani randagi ai quali è, follemente, affezionato e che cura come fossero ‘figli’, scorrazzandoli nel pandino bianco e salvandoli da mille disavventure.

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