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Malformazione dell'aorta, salvato a cinque mesi. La mamma: "In Puglia medici preparati"

La storia del piccolo Riccardo Faggiano, di Ceglie Messapica, operato d'urgenza al pediatrico "Giovanni XXIII" di Bari

CEGLIE MESSAPICA - Lo hanno ribattezzatto Riccardo "Cuor di Leone" per il coraggio dimostrato nella sua battaglia per la vita perchè a soli cinque mesi e dopo oltre dieci giorni di calvario il piccolo Riccardo Faggiano di Ceglie Messapica è fuori pericolo e, proprio, ieri, sabato 30 gennaio ha fatto ritorno a casa insieme a mamma Marienza Putignano e papà Cosimo Faggiano. Ad accoglierlo la sorellina Matilde, nonni
e zii tra lacrime di felicità. "I medici hanno regalato a Riccardo una seconda vita - racconta mamma Marienza Putignano - e non finirò mai 
di ringraziarli per la professionalità e la cura che hanno dimostrato verso mio figlio."

Per raccontare la storia del piccolo Riccardo è necessario fare un passo indietro fino al 14 gennaio quando il piccolo viene portato dal pediatra di famiglia, Tommaso Altavilla, per una visita di routine durante la quale lo stesso riscontra problemi al cuore e consiglia ai genitori una visita specialistica. Qualche giorno dopo Riccardo viene visitato a Brindisi dal cardiologo infantile Enrico Rosati che ravvisa l'urgenza di un intervento per un restringimento dell'aorta, la grande arteria che distribuisce il sangue a tutto il corpo.  L’operazione è stata effettuata poche ore dopo, all’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari, dall' équipe diretta dal cardiochirurgo pediatrico Gabriele Scalzo, con il cardiochirurgo pediatrico Giuseppe Ferro, nel reparto guidato dal primario Ugo Vairo. Riccardo è rimasto circa sette ore in sala operatoria per essere trasferito, poi, in terapia intensiva dalla quale è uscito pochi giorni dopo.

"In quei momenti - continua ancora mamma Marienza - ti passa tutta la vita davanti e devo ringraziare, innanzitutto, la mia famiglia per esserci stati accanto, a don Domenico Carenza, parroco della chiesa Maria Santissima Assunta, per la forza che ci ha trasmesso con le sue preghiere ma il grazie più grande è per tutti i medici protagonisti della rinascita di Riccardo. Dal pediatra Altavilla al dottore Rosati a tutta l'equipe del 'Giovanni XXIII' che ha festeggiato la salvezza del mio piccolo torello come hanno voluto chiamarlo al termine dell'operazione. Questa storia -  conclude Marienza Putignano - ha un messaggio importante per tanti genitori: qui nel nostro territorio,  nella nostra regione ci sono tanti medici preparatissimi, professionali e umani. Una sanità che funziona e che merita di essere valorizzata."
 

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