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Parcheggi a pagamento, interviene la magistratura: sospeso il servizio

La guardia di finanza ha acquisito tutti i documenti relativi all'appalto vinto da una ditta umbra. I parcometri sono "fuori servizio"

CEGLIE MESSAPICA - La Guardia di finanza di Ostuni, nei giorni scorsi, ha portato via dall'ufficio della ditta umbra che si trova all'interno del Comune messapico, tutta la documentazione relativa alla gara d'appalto del servizio di parcheggio a pagamento. Contestualmente, dopo l'avvio dello stesso, dopo il lockdown, da un paio di giorni i parcometri sono stati coperti con un cartello "fuori servizio".

Sull'indagine vige il silenzio al momento ma tutti i documenti sugli stalli blu sono sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica, Raffaele Casto, che ha firmato il decreto di acquisizione degli atti, a seguito, a quanto pare, di un esposto. Proprio un anno fa, una mozione presentata da alcuni ex consiglieri comunali di opposizione fu inviata al prefetto di Brindisi ed aveva ad oggetto la mancanza del regolamento di disciplina del servizio, l’impossibilità degli aventi diritto di richiedere un abbonamento diverso da quello mensile e la richiesta di nullità dell’attivazione del servizio poiché sull’ordinanza istitutiva non vi sarebbe stata una data certa.

Parchimetro Ceglie Messapica-2

Il servizio degli stalli blu ha ripreso a funzionare, regolarmente, il 25 giugno scorso, dopo la pausa attivata nel periodo dell'emergenza post Covid ed una prima riattivazione il 18 maggio, in tutte le zone previste. Il sistema di regolamentazione delle soste su parte del territorio comunale, attivato durante l'amministrazione Caroli, poco più di un anno fa, vede interessate le seguenti vie: Via Martina, Via San Rocco, Via Muri, Via De Nicola e interno Comune, Via Dante, Via Umberto I, Piazza della Repubblica, Via Cappuccini, Via Porta di Giuso, Via Roma, Via Beato Luigi Guanella, Via Francesco Argentieri, Via Cristoforo Colombo, Via Istria, Via Risorgimento.

Rispetto al servizio di abbonamento, sempre un anno fa, un residente del centro rifiutò di sottoscrivere l'abbonamento perchè si trattava di una falsa attestazione, secondo quanto dichiarato dallo stesso, perchè non era stato previsto il regolamento di abbonamento delle aree di sosta. Ora spunta l'indagine della magistratura sul servizio e l'acquisizione dei documenti con la collaborazione della guardia di finanza di Ostuni.

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