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Addio al fondatore dell'Avis comunale: sopravvisse allo scoppio nel Petrolchimico

Si è spento ad 85 anni Antonio Maggi. I funerali si svolgeranno questa mattina (lunedì 13 giugno) alle ore 10 nella chiesa di San Lorenzo. Il ricordo della scrittrice e amica Rosangela Chirico

CEGLIE MESSAPICA - Lutto nella comunità dei donatori di sangue di Ceglie Messapica per la scomparsa, a 85 anni, di Antonio Maggi, il primo ad aver fondato ben quaranta anni fa, la sezione Avis comunale, una solida realtà associativa fatta di uomini e donne che si spendono sul campo del volontariato per il dono del sangue e a favore del bene della salute per tutti. "Un uomo dal cuore grande", le parole di Angelo Francioso, già presidente dell'associazione messapica. 

Antonio Maggi, l’8 dicembre del 1977, sopravvisse all’esplosione del reparto P2T avvenuta nel petrolchimico di Brindisi, dove era addetto al comando dei quadri elettrici nella sala controllo. In quella notte del 1977 lui era di turno. Dopo una serie di tentativi per mettere in sicurezza, tramite la zona comandi, l’intero petrolchimico, la sala quadri crollò mentre il reparto P2T saltava in aria. Persero la vita gli operai che erano di turno insieme a lui: Giuseppe Marulli di 34 anni, Giovanni Palizzotto di 23 e Carlo Greco di anni 47 anni. Oltre 50 i feriti gravi e circa 110 i lavoratori che riportarono danni meno pesanti.

"Lui che non ha mai temuto la morte, ha convissuto con la paura di quell’inferno. E per paura del petrolchimico, preferì che io mai scrivessi il suo reale nome nel libro 'Plastica' dove racconto anche di quella tragedia umana e ambientale", racconta la scrittrice Rosangela Chirico. Antonio Maggi era, infatti, l’operaio che, nel capitolo “L’inferno di plastica” del libro “Plastica - Storia di Donato Chirico operaio petrolchimico”, impersonava Mario Maggio.

"Mario è stato un nome di fantasia che lo ha protetto nella vita dal petrolchimico - continua la Chirico - così come lui insieme a mio papà Donato hanno protetto me, sin da piccina, unitamente a tutti i nostri cari. Noi i sopravvissuti alle tragedie dell’esistenza che come guerrieri feriti andiamo avanti nonostante tutto e tutti. Noi, i figli che di padri simili a lui ne abbiamo bisogno quotidianamente. 
Se n'è andato via insieme ai numerosi uomini che hanno saputo educarci al coraggio, per difenderci dai conflitti terreni subiti ingiustamente. Rimarrà per sempre un esempio di bontà e di forza interiore."

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