Ceglie, sgombero delle case popolari: venerdì tavolo tecnico in Questura

Le palazzine occupate abusivamente erano già state interessate da un'ordinanza di sgombero nel settembre 2004, per ragioni di sicurezza

CEGLIE MESSAPICA - E' stato convocato per venerdì mattina in Questura il tavolo tecnico per la situazione degli abusivi delle case popolari di Ceglie Messapica. Oggi, infatti, scadevano i termini di proroga per lasciare gli ultimi alloggi e da domani, giovedì 13 febbraio, sarebbe scattato lo sfratto coatto ma, a quanto pare, il tutto avverrà la prossima settimana. Nella vicenda sono coinvolte ventisei famiglie prive del titolo abilitante, tranne una che ha presentato un certificato di residenza storico che comprova il suo risiedere nell'appartamento dal 1961. Nessuno, dal 1950 ad oggi, ha mai "sanato" la situazione che, carte alla mano, comprova l'assenza di qualsivoglia titolo di proprietà. 

Effetto del Decreto sicurezza

Il procedimento nasce da una richiesta da parte della prefettura ai Comuni, datata 25 ottobre 2018, con la quale si segnalava che a seguito della circolare del Ministero dell'Interno del 12 ottobre 2018, cosiddetto Decreto Sicurezza, si chiedeva una ricognizione e un monitoraggio delle occupazioni arbitrarie di immobili rientranti nel patrimonio pubblico degli enti e di trasmettere la scheda compilata in Prefettura entro il 5 novembre 2018. Il 17 dicembre 2018 il Comune di Ceglie Messapica ha trasmesso alla Prefettura il report degli immobili in questione redatto dall'ufficio patrimonio comunale con la stima degli occupanti, tutti abusivi. Facendo un passo indietro, nel 2017, nella relazione a firma del comandante della polizia municipale, Cataldo Bellanova, si precisava che "in merito alle utenze domestiche quali luce, acqua e gas degli alloggi in questione, sono in corso approfondimenti da parte degli uffici per verificare se tali utenze sono a carico del Comune, nonostante l'occupazione illegittima degli immobili comunali". 

Le indagini

A conclusione degli accertamenti, il pm Pierpaolo Montinaro, che ha coordinato le indagini, ha chiesto e ottenuto dal gip Valerio Fracassi l’emissione di un provvedimento di sequestro degli alloggi ex Iacp, che sono dislocati in diversi lotti, anche nella zona 167. Agli occupanti abusivi furono concessi 15 giorni di tempo per lasciare le abitazioni più una proroga di ulteriori 15 giorni dopo il ricorso presentato dai legali delle famiglie. In queste settimane, infatti, alcuni abitanti hanno traslocato volontariamente senza attendere lo sgombero coatto. 

CASE POPOLARI 3-2

Nel 2004 l'ordinanza di sgombero per ragioni di sicurezza

Nel settembre 2004, a seguito di denuncia da parte di un'inquilino, sempre abusivo, fu emanata un'ordinanza di sgombero per le palazzine di via Beato Luigi Guanella, per ragioni di sicurezza. Gli immobili, infatti, risultavano precari dal punto di vista strutturale ma gli abitanti non ottemperarono alla richiesta e furuno denunciati ( reato prescritto), proprio per non aver osservato l'ordinanza. Le conseguenti prove di carico e stabilità risultarono nella norma ma, anche, in quel caso non fu eccepito nulla riguardo la titolarità del titolo abitativo. 

CASE POPOLARI 4-2

La giurisprudenza è chiara al riguardo

“Anche in caso stato di necessità, ha sentenziato il Tar Lazio, se il Comune ordina lo sgombero dell’immobile pubblico, gli occupanti devono lasciare la casa, anche se questa era vuota quando l’hanno occupata”. Se sussiste lo stato di bisogno, e dovrà essere accertato, gli occupanti abusivi potranno solo evitare le sanzioni penali, ma non lo sgombero.  L'attività ricognitiva e le tutte le operazioni sono gestire dai militari della Guardia di finanza della compagnia di Ostuni  insieme al carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni.

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Attualmente i 26 “abusivi” sono iscritti sul registro degli indagati e non risultano altre persone coinvolte ma la Corte dei Conti potrebbe chiamare in causa, per danno erariale, i funzionari pro tempore che si sono susseguiti nel corso degli anni se verrà accertato che le utenze venivano pagate dal Comune e per i canoni non versati dagli occupanti che non sono mai stati assegnatari degli alloggi. Al momento si attende di conoscere l'esito del ricorso in Cassazione presentato dai legali e come si dovranno affrontare le situazioni di precarietà delle famiglie nel tavolo tecnico convocato per venerdì in Questura. Intanto è stato pubblicato il piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili di proprietà comunali dove rientrano, anche, questi alloggi il cui epilogo potrebbe avere soluzioni infinite, dalla vendita alla concessione a enti o aziende. 

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