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Dopo cena con una "positiva" si mette in autoquarantena: "Nessuna chiamata da Asl"

Chiuso in casa da lunedì scorso in attesa di indicazioni. Protagonista di questa vicenda un 26enne montatore aeronautico presso un’azienda del Tarantino

CELLINO SAN MARCO - Chiuso in casa da lunedì scorso in “autoquarantena” dopo aver partecipato a una cena dove uno dei commensali è risultato positivo al Covid. In attesa di comunicazioni da parte della Asl su come comportarsi e quando effettuare il tampone. Nessuno, a parte la persona risultata positiva, gli ha comunicato nulla. E i numeri indicati per l’emergenza Coronavirus risultano sempre "occupati". Protagonista di questa vicenda un 26enne di Cellino San Marco, montatore aeronautico presso un’azienda del Tarantino. 

“Domenica scorsa sono stato a cena con un gruppo di amici e amiche. Lunedì una di queste mi ha detto che è risultata positiva al Covid e che aveva fornito i miei dati con il numero di telefono alla Asl nell’ambito dell’indagine epidemiologica avviata in seguito alla sua positività. Siamo a giovedì e nessuno mi ha telefonato. Gli altri commensali sono stati contattati dalla Asl. Io no e non so come devo comportarmi”. 

Il giovane si è chiuso in casa e non è andato a lavoro ma è assente “ingiustificato”. Non ha sintomi riconducibili al covid ma il buonsenso e le esperienze passate sull’emergenza sanitaria gli hanno suggerito di essere prudente. Di restare isolato per evitare eventuali contagi nel caso avesse contratto il covid. 

“Mi sono subito chiuso in casa in attesa di ricevere indicazioni su come comportarmi. So che qualcuno mi dovrebbe contattare per comunicarmi la data del tampone o dirmi cosa fare ma fino ad oggi nessuno mi ha chiamato. Ho telefonato ai numeri preposti e risultano sempre occupati, risponde la voce automatica che mi dice di riprovare. Ho fatto la segnalazione attraverso il medico di base e attraverso il medico del lavoro ma nessuno mi ha detto cosa fare. Vivo con i miei genitori e non so come devo comportarmi neanche con loro. É chiaro che sono prudente ma non ho indicazioni in merito”. 

Una situazione che per il 26enne cellinese ha del surreale, ha anche chiesto delucidazioni ai carabinieri. “Ho telefonato al centralino della Asl di Brindisi per capire come fare, se c’erano altri numeri a cui chiamare che non conosco, mi è stato detto che a quei numeri legati all’emergenza sanitaria non risponderà mai nessuno. Mi è stato suggerito di chiudermi in casa e di aspettare e di non preoccuparmi per il lavoro che si sarebbe risolto tutto con un certificato. Così ho contattato i carabinieri e anche loro, ovviamente, non hanno saputo darmi indicazioni non essendo competenza loro la gestione di queste situazioni. Mi è stato suggerito di scrivere al sindaco”. 

"Io mi chiedo che senso ha lasciare i propri dati nei ristoranti se poi nessuno contatta le persone che potrebbero essere state contagiate. Se non mi avesse informato la mia amica la Asl non mi avrebbe mai chiamato per dirmi che sono stato a contatto con una positiva? È così che viene gestita questa emergenza sanitaria che da quanto ci raccontano è molto seria? Per me questa mancanza di informazione non è normale. Devo stare in casa fino alla comparsa dei sintomi? Devo chiudermi in una stanza? Sarò mai sottoposto a tampone?”. Domande che il 26enne non sa a chi porre. 

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