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Cgil: "Cassa integrazione per i lavoratori metalmeccanici non essenziali"

La Fiom rinnova l'adozione di tutele per il personale, al fine di scongiurare il rischio di contagi nelle fabbriche

BRINDISI - La Fiom Cgil di Brindisi torna a chiedere l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori delle aziende metalmeccaniche impegnati in produzioni che non sono veramente essenziali. 

“Continuare a chiedere alla prefettura – si legge in una nota a firma del segretario provinciale della Fiom, Angelo Leo -  l’autorizzazione a far ripartire le attività non essenziali può costituire un pericolo grave per la salute dei lavoratori, dei loro familiari e di tutti i cittadini in generale”. 

“La Fiom – afferma ancora Leo - si rende perfettamente conto che il Coronavirus sta producendo gravissimi danni economici alle aziende ma soprattutto ai lavoratori. Evitare la diffusione del contagio, uscire quanto prima da questa grave emergenza, ci consentirà di salvare molte vite umane. Le attività produttive come nel dopoguerra ripartiranno, ma la vita una volta cessata non avrà alcuna possibilità di ripresa”.
                                                     

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