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Servizi sociali, la Cgil: "La situazione rischia di implodere"

Il segretario generale Macchia: "Ora il Comune non cada nella trappola della burocrazia"

BRINDISI – Una situazione che “rischia di implodere in tutta la sua drammaticità”, quella attuale dei servizi sociali a Brindisi. Anche la Cgil, come la Cisl e il Cobas, sollecita soluzioni adeguate al Comune di Brindisi con una dichiarazione del segretario generale Antonio Macchia.

“Le spiegazioni possono essere diverse e ampiamente conosciute, ma sempre più numerose e tangibili sono le storie di coloro che oggi, nel nostro territorio, scivolano verso la povertà estrema e la grave marginalità sociale”, ricorda Macchia. “Persone anziane, giovani senza famiglia, donne sole o vittime di violenza, padri separati, persone con problemi di salute fisica, mentale o di dipendenza, migranti che fuggono da guerre o che arrivano in Italia alla ricerca di un lavoro.”

Per il segretario generale della Cgil brindisina, “a complicare la situazione ha influito sicuramente l’emergenza pandemica, aggravando il quadro economico, già di per sé estremamente delicato nel Comune di Brindisi, i cui effetti si potrebbero riverberare sul sistema sociale. Ma il punto è proprio questo: occorre invece invertire l’attuale paradigma e passare dall’attuale emergenza ad un nuovo modello di sviluppo in cui protezione, inclusione sociale e welfare diventino fattori strategici per il rilancio del nostro territorio.” 

“In quest’ottica, è necessario che tutte le parti interessate, in primis il Comune di Brindisi, trovino responsabilmente adeguate soluzioni per una buona programmazione sociale, dando innanzitutto prosecuzione a tutti i servizi in scadenza d’appalto a cominciare dal Polo servizi territoriali e Servizio di Assistenza domiciliare educativa, senza dimenticare i cinque lavoratori ex “Punto Luce” ed i lavoratori dello Sportello Sociale. Così come pure occorre far ripartire a pieno servizio tutti i restanti servizi tra cui l’Adi-Sad”, sottolinea Antonio Macchia

“Sgomberiamo quindi il campo da ogni fraintendimento: i servizi sociali ed i lavoratori incardinati negli stessi da un normale rapporto di lavoro devono essere custoditi per contemperare il benessere collettivo delle persone e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”, dice Macchia. £Per fare questo è’ importante che la giunta comunale non cada nella trappola della burocrazia o di qualche burocrate, ma deve invece produrre soluzioni operativamente percorribili tese a risolvere i problemi.”

La conclusione del segretario della Cgil: “La situazione rappresentata rischia di implodere in tutta la sua drammaticità. Serve una forte responsabilità istituzionale e collettiva per garantire gli obiettivi di sviluppo dei servizi sociali nella città, sulla base dei bisogni del territorio”.

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