Brindisi: campane a festa per il venerabile servo di Dio Matteo Farina

Sabato 9 maggio, alle ore 18, tutte le chiese dell'arcidiocesi di Brindisi celebreranno la nuova tappa nel processo di beatificazione

BRINDISI - Domani (sabato 9 maggio) alle 18 tutte le chiese dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni suoneranno le campagne a festa in segno di gioia e di comunione per ò'atto con cui Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione, mercoledì 6 maggio scorso, del decreto sulla eroicità delle virtù del Servo di Dio Matteo Farina.

"L’immediata gratitudine al Santo Padre, al Cardinale Prefetto e ai membri della Congregazione delle Cause dei Santi per il lavoro svolto - si legge in una nota della Curia - nonostante le difficili attuali circostanze, domani pomeriggio trova un momento acusticamente percettibile perché le campane da sempre sono la voce della Comunità cristiana ed annunciano eventi, invitando alla preghiera".

"Domani i rintocchi di festa inviteranno ancor più alla preghiera perché il primo passo importante appena compiuto indica che il cammino prosegue verso la beatificazione che, speriamo a Dio piacendo, non sarà lontana se lo studio sul miracolo, ora in corso, darà esito positivo. Come ulteriore momento di riflessione - che ciascun operatore della comunicazione attraverso i media vorrà favorire – proponiamo di seguito la nota inviata dalla dott. Francesca Consolini, postulatrice della causa di Matteo Farina".

Il messaggio della postulatrice, Francesca Consolini

Oggi siamo nella gioia!  Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce che Matteo Farina ha esercitato le virtù in grado eroico e pertanto, accanto alla denominazione di Servo di Dio che accompagna il suo nome fin dall’inizio della Causa di Beatificazione,  si aggiunge quella di Venerabile. Detto così, il tutto fa molto effetto per ricchezza di termini, ma dice poco per la comprensione della sostanza. Alla fine ci si può chiedere: cosa è cambiato nel cammino di Matteo verso il riconoscimento ufficiale della sua santità da parte della Chiesa?

Possiamo dire che sia avvenuto un importante passo nel cammino verso la santità degli altari. Il Collegio dei teologi della Congregazione delle Cause dei Santi prima, e quindi la Congregazione ordinaria dei Cardinali e Vescovi, membri della medesima Congregazione, dopo aver studiato la figura di Matteo, quello che i testimoni del Processo diocesano avevano detto di lui, ciò che egli stesso diceva, la fama di santità che lo ha circondato dopo la morte, le grazie attribuite alla sua intercessione e il valore del suo esempio, hanno dichiarato che ha vissuto il Vangelo fedelmente, ogni giorno con coerenza ed amore.

Anche lo studio del miracolo attribuito all’intercessione di Matteo sta proseguendo l’iter romano e speriamo che, a Dio piacendo, anche questo passaggio giunga a buon fine. In questo momento nel quale ci sentiamo colpiti, fragili nel nostro presente e timorosi per il futuro, Matteo ci lascia un messaggio di speranza. Lui, così giovane, assalito dalla malattia, non ha avuto paura né dell’oggi, né del domani. Ha lottato e si è affidato a Dio, alla sua bontà, alla sua misericordia. Di fronte al crollo dei suoi progetti sul futuro, della prospettiva della vita che sapeva sempre essere in forse, ha saputo mettere i progetti di Dio prima dei suoi. Ha vissuto giorno per giorno la sua avventura terrena senza ripiegamenti, senza rimpianti, senza paure, senza l’egoismo di guardare solo alla sua situazione. 
Ha guardato sempre avanti e soprattutto ha sempre pensato che il farsi santi, l’essere veri cristiani non fosse una chiamata solo sua, ma di noi tutti.

In una lettera scriveva:

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“Se corriamo via dai problemi è come curare un’influenza con gocce per il naso: potremo star bene per poco, ma non guariremo mai! Lottiamo insieme invece, tutti noi, con Dio, in Dio e per Dio; ognuno con i suoi pregi e difetti. Perché dove manca uno l’altro riuscirà a compensare e tenendo sempre Gesù Cristo come esempio potremo cercare di assomigliargli sempre più. Dobbiamo lottare insieme, perché una goccia che se ne sta per conto suo non spegnerà mai l’incendio, ma un bel secchio d’acqua, magari ricco di una schiuma d’amore che è la nostra unione in Dio riuscirà, con l’aiuto del Signore e con la costanza della preghiera comunitaria, a spegnere con dolcezza qualunque fuoco, permettendoci così di avanzare insieme verso Dio”. Il significato della venerabilità di Matteo è questo: andare sempre verso Dio, con i fratelli che la vita ci pone accanto; avere sempre fiducia in Lui, non ripiegarci sul nostro oggi per quanto triste e incerto, ma guardare ad orizzonti più vasti, più luminosi, aperti. Il momento che stiamo vivendo dovrebbe portarci a dire con Matteo: “Tutto questo ha fatto evaporare da me il senso di superficialità, lasciandomi una rifioritura spirituale. La mia vita è con Dio. Quanto sarebbe bello lasciare tutto e vivere come Gesù ci dice…”. 

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