Cisl e Uil: "La Asl rimuova il responsabile della prevenzione"

Nota congiunta dei due sindacati dopo i nuovi casi contagio nell'ospedale Antonio Perrino di Brindisi

BRINDISI - Nota congiunta dei sindacati della funzione pubblica di Cisl e Uil sui contagi in ambiente ospedaliero a Brindisi: "Dopo questo ulteriore contagio nel reparto di Neurochirurgia, reparto definito no Covid, siamo costretti, nostro malgrado, a denunciare l’assenza della figura deputata a coordinare e gestire il Servizio di prevenzione e protezione che, si ricorda, ha il compito di individuare i fattori di rischio, analizzarli all'interno del Dvr ed elaborare tutte le misure adatte a mantenere gli ambienti di lavoro in linea con i dettami della vigente normativa nel settore della sicurezza sul lavoro, l’Rspp. Prevenire il rischio contagio è il mantra di chi opera all’interno delle strutture sanitarie", si legge nella nota dei due sindacati di categoria.

"Il paziente deve essere trattato come potenzialmente untore e il personale che opera nelle strutture sanitarie deve essere messo nelle condizioni di poter osservare i protocolli operativi, ove questi esistano e siano messi a conoscenza del personale sanitario, medico e non medico. Consapevoli che le indicazioni che pervengono dall’Assessorato alle Politiche della salute della Regione Puglia vadano in un'altra direzione - dichiarano Cisl e Uil -  si è convinti che l’azione di screening soprattutto attraverso le indagini sierologiche e/o test veloci (siamo consapevoli che l’attendibilità non siano testate al 100 per cento), debbano interessare l’intera popolazione e i professionisti sanitari, con verifica settimanale a partita doppia”.

Il comunicato prosegue con la considerazione "che oggi tutta la struttura sanitaria è esposta ad alto rischio, il paziente che arriva per cure urgenti, non avendo modo di poter verificare la sua positività, deve essere trattato come soggetto a rischio pertanto l’operatore che interviene deve avere le protezioni individuali idonee, se si continua sempre ad avere Dpi non idonei come ad esempio le mascherine chirurgiche, ci troveremo domani ad avere altro personale contagiato. Bene è, che la Asl si stia attrezzando per effettuare test rapidi ma purtroppo anche con questa soluzione, non essendo un test certo, c’è sempre il 50 per cento delle possibilità che lo stesso sia un falso negativo o un falso positivo".

In conclusione, i sindacati della funzione pubblica di Cisl e Uil di Brindisi chiedono al direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, "di porre rimedio alla situazione attuale rimuovendo dall’incarico l’Rspp (fino ad ora sconosciuto alle scriventi) rimodulando i protocolli operativi e le discendenti azioni di tutela della salute del personale tutto, anche quello di chi collabora a stretto contatto con i colleghi della Asl, gli operatori di Sanitaservice. Siamo sicuri che con le adeguate misure di sicurezza la stragrande maggioranza delle infezioni avvenute all’interno del nosocomio principale della provincia, il Perrino, si sarebbero potute evitare".

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