Cisternino, gli animalisti chiedono la revoca dell'abbattimento per i suini

I 23 maiali sono stati sequestrati dalla Asl e dai Nas di Taranto nel luglio 2019

CISTERNINO – Dovranno essere abbattuti, secondo quando dispone l’ordinanza del Tribunale di Brindisi a firma del sostituto procuratore Raffaele Casto, i 23 suini scoperti in un allevamento nelle campagne di Cisternino dove, sempre secondo la procura, sarebbe stata eccepita l'irregolarità sul mangime corrisposto agli animali.

Ma gli animalisti non ci stanno perché il maiale, come altri animali cosiddetti da reddito, sono sempre più spesso tenuti come animali da compagnia, come prevede la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia del novembre 1987, considerato inoltre che gli animali hanno natura di esseri senzienti. Per questo, Antonella Brunetti, in rappresentanza dell’associazione guardia per l’ambiente ed unitamente ad altri delegati, ha protocollato nella mattinata di mercoledì 12 febbraio, un’istanza urgente per annullare il provvedimento di abbattimento, dichiarando che vi è “assenza di comprovati accertamenti sanitari sulla salute dei maiali o la presenza di malattie trasmissibili all’uomo o ad altri animali”.

maiali 1-2

Le associazioni, quindi, sta lottando contro il tempo per fermare l’ordine di abbattimento e la lega nazionale per la difesa del cane “Animal Protection” si è resa disponibile a farsi carico di massimo 2 o 3 animali e chiede, in una nota diffusa, l’aiuto di tutti i santuari e rifugi gestiti da persone vegane, non allevatori, per salvare la vita a tutti gli altri.

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“Purtroppo siamo venuti a conoscenza di questa situazione soltanto ieri sera, altrimenti ci saremmo mossi con maggiore anticipo” - fa sapere la presidente Piera Rosati – il nostro team legale comunque sta facendo tutto il possibile, in una corsa contro il tempo, per fermare questa condanna a morte e cercare di salvare queste vite che hanno già sofferto abbastanza. È paradossale peraltro che il motivo del sequestro degli animali siano ‘condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze’ e che la soluzione sia l’uccisione. La cosa più urgente, ora, è trovare una sistemazione adeguata per questi poveri maiali nel più breve tempo possibile in modo da offrire un’alternativa a costo zero per l’amministrazione pubblica che invece dovrebbe pagare per l’uccisione e la termodistruzione dei corpi. Ovviamente – conclude - gli animali verranno testati e trasferiti a seguito della profilassi necessaria e chi li accoglie deve essere disponibile a mantenere i contatti per verificare lo stato di salute e di detenzione dei maiali. Ringrazio infinitamente anche Antonella Brunetti, nota attivista di Brindisi, che ci ha segnalato questa situazione e che si sta battendo con tutte le sue forze per salvare questi animali e le associazioni locali che l’hanno supportata”.

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