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Commenti sospesi per consentirci di filtrare meglio gli account

Troppi negli ultimi tempi sono gli utenti che usano questo spazio per insultare e inveire contro altri lettori delle varie testate del nostro gruppo editoriale, oltre a propugnare tesi razziste, discriminatorie e violente, creando, in alcuni casi, dialoghi davvero insostenibili

Gentili lettori, da oggi e per qualche settimana la possibilità di commentare gli articoli sulle testate del gruppo editoriale Citynews non sarà più attiva (il riferimento riguarda i commenti dei lettori loggati alla testata, non quelli sui sociali). Lo stop ci permetterà di pensare e implementare un sistema che filtri gli account con maggior precisione; troppi, infatti, negli ultimi tempi sono gli utenti che usano questo spazio per insultare e inveire contro altri lettori o contro i giornalisti delle varie redazioni - oltre a propugnare tesi razziste, discriminatorie e violente -, creando, in alcuni casi, dialoghi davvero insostenibili.

Riteniamo questa agorà virtuale uno spazio vitale per le nostre testate, un luogo dove confrontarsi su temi civici e locali e discutere in modo franco e aperto sulla cosa pubblica. Il tutto, però, deve partire da un caposaldo: il rispetto reciproco. Rispetto delle diverse opinioni altrui e rispetto di ogni sensibilità etnica e religiosa. L'insulto greve e gratuito, il dileggio, mai hanno portato e mai porteranno a qualcosa. Il reiterarsi di situazioni spiacevoli ci ha imposto una riflessione più ampia sullo strumento dei commenti e sul come renderli tecnicamente più efficaci per permettere un confronto civile ed educato. A risentirci a breve, con l'intento di creare uno spazio sicuro che sia, davvero, volano di sviluppo per idee e proposte senza il fango dell'odio. 

Cogliamo l’occasione per rivolgere la stessa raccomandazione, per l’ennesima volta, anche ai lettori che commentano i post degli articoli soprattutto su Facebook. La critica legittima, le opinioni espresse in maniera garbata e senza contenuti aggressivi, discriminanti o spregiativi, sono una cosa diversa dagli insulti e dalle risse verbali. È necessario ricordare ancora una volta che Facebook non è un territorio dove tutto è consentito, e che si è soggetti ad azioni penali nei casi di calunnia, diffamazione, ingiurie, incitazioni alla violenza se la persona o soggetto colpito decidesse di procedere con querele, o segnalazioni alle forze dell’ordine, o se l’ipotesi di reato fosse direttamente constatata dalla polizia giudiziaria.

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