"Dpi negati ad ausiliaria": il Cobas dichiara stato di agitazione

Il sindacato di base denuncia un episodio che si sarebbe verificato questa mattina all'ospedale Perrino

Una ausiliaria della Sanitaservice, la società in house della Asl di Brindisi, viene ripresa perché ha chiesto dispositivi di protezione individuale adeguati, che per un periodo di lavoro al Pronto soccorso dell’ospedale “Antonio Perrino” aveva ottenuto, e poi non più, e il Cobas, sindacato di riferimento della lavoratrice, annuncia lo stato di agitazione e parallelamente anche la valutazione di opportune iniziative per adire le vie penali nei confronti della stessa Asl e della Regione Puglia.

La comunicazione dello stata di agitazione è stata inoltrata oggi sia al direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, che all’amministratore unico della Sanitaservice, Flavio Roseto. Per quanto riguarda le valutazioni per il ricorso alla Procura della Repubblica, affidate agli avvocati del sindacato, il Cobas dichiara che si intende “verificare se ci sono state inosservanze delle leggi sulla sicurezza ed azioni rivolte ad evitare gli avvenuti contagi che hanno messo a rischio la vita del personale e degli ammalati”.

L’azione è estesa anche al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, per il ruolo che lo porta “ad essere primo responsabile a tutela della salute dei cittadini”. “Il sindaco Rossi non può rimanere secondo noi inattivo di fronte ad un disastro annunciato come è quello dell’ospedale Perrino, per una a dir poco pessima gestione del Covid-19”, dichiara il Cobas in un comunicato.

Ma non solo. “Il sindacato Cobas sta pensando fortemente a ricorrere ad iniziative di protesta simbolica” per mettere in risalto gli accadimenti che interessano il personale dell’ospedale Perrino. Secondo il Cobas, la dipendente della Sanitaservice all’origine del recente episodio (avvenuto nella mattinata di oggi 28 aprile) alla richiesta di ottenere Dpi adeguati al suo compito di trasporto in ascensore di ammalati Covid, potenziali Covid e asintomatici, sarebbe stata “rimproverata aspramente”.

Il rimprovero sarebbe giunto da un medico del Pronto Soccorso, reparto cui è assegnata l’ausiliaria, mentre “un referente di Sanitaservice”, avrebbe fatto presenta alla lavoratrice che “che potrebbe essere passibile di contestazione disciplinare per le sue proteste”. Il Cobas ricorda che i Dpi “per accordo con Sanitaservice vengono distribuiti dal personale Asl del reparto dove si sta operando”. Secondo quanto confermato – dice il Cobas -  dall’amministratore della Sanitaservice, le disposizioni attuali prevedono solo camice e mascherina.

“Proprio la mancata considerazione che tutti gli ingressi devono essere considerati potenziali Covid, con sintomi o meno”, insieme agli spostamenti da un settore all’altro dell’ospedale, secondo il Cobas ha esposto a rischi maggiori di contagio il personale sanitario e non.  “Addirittura a questa ausiliaria si tolgono gli ultimi Dpi a sua difesa. La nostra iscritta si è salvata più volte in questi giorni proprio per le protezioni indossate”.

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